Dal «dialogo» tra artisti e scrittori nasce la mostra «Strade di Roma»

Elisa D’Alto

Metti insieme venticinque artisti, abbinali ad altrettanti scrittori e chiedi a ognuno di loro di creare un'opera attorno ad un tema comune. Grazie a questa formula la Casa delle Letterature è arrivata alla sesta edizione della mostra «Arte e letteratura a Roma», allestita fino al 28 febbraio all’interno di villa Poniatowski, la suggestiva sede dell’associazione, a via di villa Giulia 34.
Il folto gruppo di artisti si è riunito, durante l’anno, per scambiarsi punti di vista e opinioni attorno al tema della mostra: le strade di Roma. «Una vera comunità culturale - spiega Maria Ida Gaeta, responsabile della Casa delle Letterature - che ogni anno si riunisce ed incontra determinando gesti creativi intrecciati, rivolti al pubblico sia in forma di proposta di lettura che in forma artistica espositiva». Nella grande sala di villa Poniatowski ecco quindi le opere di artisti come Jannis Kounellis, Fabio Mauri, H.H. Lim, Alessandra Giovannoni, Carla Accardi e molti altri. Accanto alle loro opere, i testi e le poesie degli scrittori: dalla giovanissima Giulia Carcasi, a Erri De Luca, Melania Mazzucco, Carlo Lucarelli e Andrea Camilleri, tra gli altri. I risultati sono molto diversi tra loro. Alcune opere propongono degli scorci della città, strade e luoghi più o meno noti, come «via Labicana», opera di Alessandra Giovannoni, artista romana che proprio dagli scorci della città trae ispirazione per i suoi lavori. Accanto all’opera, i versi di Andrea Carraro: «Tutti i luoghi simili a fondali/ Archi e ruderi mai visti prima forse in sogno», ispirati proprio al quadro della Giovannoni. In altri casi, invece, il legame tra l’opera e il testo dello scrittore è ancora più esplicito. Come in «Via Tasso. Un appartamento», dove accanto alla sua installazione, Fabio Mauri ha voluto lasciare un foglio con la motivazione dell’opera: «Il museo di via Tasso produce una insolita, profonda riflessione su questa città, che è Roma, in cui siamo nati o che ci ospita. Incute rispetto, stupore, ammirazione e senso misterioso, ancora più misterioso, di ciò che è l’uomo, gli uomini».
In molti casi, sono proprio gli scrittori che non sono nati a Roma, ma che, per caso o per lavoro, hanno finito per viverci, a fornire le interpretazioni più sentite di questa città. Erri De Luca, nato a Napoli ma residente nella capitale, scrive: «Roma è stata per me la capitale degli zingari. Una città si guadagna il titolo quando i suoi cittadini originari sono una minoranza, e quando il forestiero è parte del paesaggio (...) Roma è capitale di chi non ha più un posto suo e dentro di lei si accampa».
Orari: dalle 10 alle 18. Chiuso il lunedì. Ingresso gratuito.