«Dialogo nel buio» con Tettamanzi

Il cardinale ha seguito il percorso per un’ora come se fosse cieco

Il cardinale di Milano, Dionigi Tettamanzi, alla mostra «Dialogo nel buio». Per un’ora come se fosse cieco. E alla fine, ancora sotto l’emozione della straordinaria esperienza, l’arcivescovo commentava: «Ho capito che i cosiddetti non vedenti vedono la realtà: quella delle cose e quella più profonda delle persone». Inaugurata giusto un anno fa presso l’Istituto dei ciechi di via Vivaio la mostra ha già visto 50mila visitatori. Classi di studenti, soprattutto, intere famiglie coi figli, gente comune, ma anche personalità di grande spicco: Rocco Buttiglione prima, quand’era ancora ministro, poi Letizia Moratti poco prima di assumere l’incarico di sindaco, ed ora lo stesso capo della chiesa milanese.
Prima di entrare alla mostra il commissario Rodolfo Masto gli ha consegnato il classico bastoncino bianco che normalmente usano i ciechi che circolano per la città. E via nel buio. «Eminenza, segua la mia voce», gli ha subito raccomandato Cristina , una delle ragazze non vedenti che fanno da guida ai visitatori. E il cardinale docile al consiglio ha cominciato il tragitto. Camminando innanzitutto sul prato del giardino ricostruito in ogni particolare e che si scopre sentendo l’erba ed i sassolini sotto i piedi, le piante che si toccano con mano, sentendo il profumo dei fiori. «E adesso sente questo rumore?», ha chiesto Cristina. L’arcivescovo pronto: «Sì, rumore dell’acqua», ha risposto. La visita, dunque, continua in un ambiente in cui è stata ricostruita la spiaggia del mare, con la sabbia sotto i piedi, fino ad arrivare su una barca che ti porta anche a fare una gita sull’acqua. (...)