Dialogo fra Oriente e Occidente: Le opere di Hsiao Chin in Triennale

Pittore cinese di nazionalità, ma cittadino del mondo, il nome di Hsiao Chin rappresenta un punto d'incontro tra Oriente e Occidente e la sua arte è un incessante dialogo tra Shangai, sua città natale, l'Europa e gli Stati Uniti. Collegando la tradizione artistica del proprio Paese d'origine con le altre culture, la mostra, ad ingresso libero, «Viaggio in-finito» in programma dal 17 febbraio al 5 aprile presso la Triennale Bovisa, via Lambruschini 31, riassume l'opera realizzata dall'artista 74enne dagli anni Sessanta ad oggi. Aperta dalle 11 alle 23, ad esclusione del lunedì, l'esposizione raccoglie circa un centinaio di tele a olio dominate da forme geometriche e da colori sgargianti. Un vero e proprio tripudio di tinte e di tematiche che attingono alle fonti più svariate. Nel suo lungo percorso creativo, cominciato nel lontano 1955, Chin spaziò dalla filosofia Zen, ai Mandala tibetani da Matisse a Gauguin. Costantemente in cerca di messaggi e stimoli, il figlio del musicologo fondatore del Conservatorio Nazionale di Shangai, in Italia conobbe Piero Manzoni e Lucio Fontana. Trasferitosi per diversi anni a New York incontrò personaggi di spicco del panorama artistico internazionale come l'espressionista astratto Mark Rothko e lo scultore olandese Willelm De Koonig. In più di mezzo secolo di attività, Chin, è stato protagonista di numerosi eventi e manifestazioni. Dalle conferenze in varie città importanti, passando nel 1985 per una tappa «milanese» presso l'Accademia di Brera, alle 372 mostre, suddivise tra personali e collettive e distribuite nelle gallerie di mezzo mondo, da Londra, a Copenhagen, alla ex Yugoslavia. (Per informazioni e prenotazioni telefonare allo 02 724341).