Dialogo sulle punte tra classico e moderno

Ariela Piattelli

La compagnia di danza più antica della Gran Bretagna, la Rambert Dance Company, sarà per la prima volta nella capitale questa sera e domani per «Invito alla Danza 2005», all’Accademia Tedesca di Villa Massimo. «Un sogno divenuto realtà - racconta il direttore artistico del festival, Marina Michetti - sin dagli anni Ottanta volevamo portare questa compagnia a Roma e oggi finalmente ci siamo riusciti».
Fondata nel 1927 da Marie Rambert, la Rambert Dance Company si è imposta nello scenario artistico londinese come una tra le realtà più prestigiose della danza. «Abbiamo un repertorio vastissimo - racconta il direttore artistico, nonché coreografo di fama mondiale, Mark Baldwin - proponiamo lavori sia classici sia contemporanei. Il fatto che i nostri danzatori (la compagnia è costituita da ventidue elementi) abbiano una formazione classica oltre che moderna rappresenta per noi una grande ricchezza: negli spettacoli infatti i due stili sembrano dialogare tra loro».
Ed è proprio questa miscela di stili che sarà in scena questa sera e domani: Rambert Dance Company, che in quest’occasione si presenta con una «formazione» di dodici danzatori, proporrà quattro coreografie. Aprirà lo spettacolo Irony of Fate, creata dal coreografo spagnolo Rafael Bonachela (che ha collaborato con la cantante australiana Kylie Minogue), un assolo che racconta una sorta di dialogo tra l’interprete e la musica del violino. Seguirà un grande classico della compagnia, Dark Elegies (1937), creato dal coreografo Antony Tudor, un «personaggio storico» della Rambert Dance Company (scomparso nel 1987), riconosciuto come il maestro del balletto psicologico. «Dark Elegies per anni non ha fatto parte del vastissimo repertorio della compagnia - dice ancora Baldwin - poi attraverso molte ricerche l’abbiamo recuperata, e la versione che vedrete stasera e domani è molto fedele all’originale». La danza contemporanea sarà rappresentata con la coreografia di Martin Joyce, Divine Influence, un passo a due nato sulla Sonata n. 14 di Beethoven che vede protagonisti lo stesso Joyce insieme alla ballerina Angela Towler. Chiuderà lo spettacolo Swamp di Michael Clark, ispirato al film Chi ha paura di Virginia Woolf?, un balletto che è diviso in tre parti ed alterna duetti a pezzi d’insieme.
Il biglietto costa dai 18 ai 23 euro; per informazioni 06.44248205.