Il Diamante in rivolta contro i «ministri» del Pd

Alla ricerca del Diamante perduto. Non è un’avventura alla Indiana Jones, ma l’impresa che stanno tentando gli amministratori del partito Democratico per cercare di riprendersi quella fetta di elettorato che nel quartiere della Diga di Begato ha abbandonato gli ex Ds.
Così nei panni di Harrison Ford ci si stanno mettendo un po’ tutti gli esponenti Democratici della Valpolcevera, che nelle scorse settimane hanno portato al Diamante anche i ministri fantasma del governo ombre Domenico Minniti e Roberta Pinotti. Un viaggio esplorativo per i due spettri (politicamente intesi) pidini per capire quale sia la realtà di una delle più complesse periferie d’Italia. Ma l’avventura non è andata a buon fine visto che gli strascichi di quella visita si fanno sentire ancora adesso. E non perché Minniti e la Pinotti siano rimasti chiusi in uno dei vetusti montacarichi dei palazzoni per quasi un’ora, quanto perché i residenti della zona quella toccata e fuga non l’hanno presa per niente bene.
C’è stata una vera e propria rivolta contro i comitati di quartiere che hanno deciso di ospitare i due esponenti di partito nei locali pubblici dell’ambulatorio di via Sbarbaro, dove da qualche anno i medici iscritti al Lions club forniscono consulenze mediche per gli abitanti del quartiere. Gente arrabbiata per l’ennesima passerella che si è ulteriormente inacidita da questa visita: «Sono anni che aspettiamo risposte da questa gente- si lamentano gli abitanti- e invece di vedere il sindaco che ci illustra come ha deciso di smembrare la Diga o risolvere il problema sicurezza, dobbiamo vedere i soliti che vengono qui a chiedere che cosa non va. Ma dov’era questa gente quando governava?».
Sotto accusa anche il posto in cui si sono riuniti i due parlamentari del Pd: «Una manifestazione di un partito politico in un locale che ha un altro tipo di funzione per il quartiere è una vergogna». Strada in salita, dunque, per i Democratici in una delle roccaforti prima del Pci, poi del Pds e Ds.
Intanto, il municipio della Valpolcevera nell’ultima seduta di consiglio ha discusso in merito alla paventata emergenza sicurezza nel quartiere Valtorbella dopo l’omicidio di Tino Pisano. Il presidente Gianni Crivello ha parlato «di un ingiustificato accanimento dei mass media nei confronti di un quartiere che ha sì problematiche dal punto di vista della sicurezza, ma non tali da subire una criminalizzazione così dura». Secondo i consiglieri della Valpolcevera si è fatta confusione tra la realtà più complessa della Diga e quella del Valtorbella dove in realtà la situazione è molto differente. Così, su richiesta dei gruppi consiliari dell centrodestra, nelle prossime settimane il municipio si riunirà nella sede del circolo Valtorbella, per esprimere solidarietà al quartiere.
A quanto emerso dal dibattito, ad alcuni esponenti della maggioranza non è piaciuto neanche l’atteggiamento dell’assessore comunale alla sicurezza Francesco Scidone che aveva usato il termine di «emergenza» per la situazione del Cige, spiegando che il Comune avrebbe cercato di intervenire con la realizzazione di un presidio mobile della polizia municipale per il quartiere. Forse anche lui confondendo il Cige con la Diga.