Diana, due prodezze con la Sampdoria sognando il Mondiale

Federico Casabella

Prima sbuca in area dal nulla ed in tuffo, di testa, mette dentro. Poi raccoglie uno spiovente di Zenoni e si permette il lusso di piazzare la palla, sempre con la capoccia, sotto l'incrocio. Questo è stato Aimo Diana sabato sera, uno che con la Samp ha trovato la sua maturità, che ha saputo conquistarsi un posto in Nazionale e rendersi uno dei giocatori più apprezzati dalla tifoseria sampdoriana. Quest'estate sembrava dovesse essere l'agnello sacrificale della campagna acquisti di casa Sampdoria: invece è rimasto, è partito fornendo prestazioni al di sotto del suo valore, ma come un motore diesel, è arrivato a trovare il suo livello di forma ed ora anche il gol. Anzi, i gol: due perle di testa, «perché - scherza Aimo - si vede che sono una che ragiona con la testa e non con i piedi», poi torna serio, analizza ancora Samp- Inter e ha voglia di recriminare sul risultato: «Meritavamo di vincere, soprattutto per quello che abbiamo fatto nel primo tempo. Siamo stati formidabili e puniti da piccoli errori». È sempre la solita solfa, giocando ogni tre giorni, preparare le partite è un'impresa: «Soprattutto con un tecnico come il nostro che studia l'avversario e ce lo fa analizzare per tutta la settimana, - commenta Diana- e perché manca la continuità nella formazione messa in campo: impossibile pensare che giochino sempre gli stessi».
Ora tutto è mirato alla sfida di domani sera, allo Steaua. I rumeni arriveranno oggi a Genova, seguiti da circa 600 tifosi, ed effettueranno la consueta rifinitura al «Ferraris» in serata. Una squadra, quella rumena, che ha un gioco speculare a quello dei blucerchiati impostato sulle fasce, con una difesa molto attenta ed un fantasista in avanti che gioca «alla Flachi». «Sarà una sfida pericolosa - avverte il centrocampista azzurro - Con squadre che mettono in campo lo stesso tipo di gioco, la partita potrebbe risolversi su una giocata o un calcio di punizione». La Uefa, è una sfida singolare, tutta diversa da quella del campionato: «In Europa - spiega - trovi squadre difficili perché praticano un calcio diverso da quello italiano, molto fisico. Di questo mi sono reso conto non solo nella doppia sfida con il Setubal, ma anche giocando con la Nazionale: prendete la partita con l'Islanda, abbiamo perso perché non siamo riusciti a capire l'avversario». E, a proposto di azzurro, per uno in odore di Mondiali, questa è tutta una stagione particolare: «Non posso mollare la presa se voglio andare in Germania - racconta- Devo compiere ogni sacrificio possibile perché la posta in palio è alta».
Tutti a disposizione di Novellino per la gara di giovedì sera. Anche Falcone, visitato lunedì dal dott. Cerulli, potrebbe essere della partita.