Diario di cella: «Io, prigioniero della giustizia»

«Attualmente prigioniero politico presso carcere di Imperia», recita la sua carta intestata fatta a mano. Roman Antonov, cittadino russo, è dentro dal 18 maggio scorso, due giorni dopo il suo trentatreesimo compleanno, come la moglie Maria. È dentro perché avrebbe dovuto essere dentro una macchina distrutta dalle fiamme. Morto carbonizzato. Mentre sua moglie intascava un assegno milionario, frutto di una polizza sulla vita stipulata a suo nome. Ma era tutto falso. Anzi, no, il cadavere, in quella macchina finita fuori strada e divorata dal fuoco, c’era sul serio. Non era il suo, ma quello di un uomo adescato su internet dalla moglie e finito a fare la controfigura con un ruolo tutt’altro che felice. Questa è (...)
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