DIARIO DI UN PARROCO DI CAMPAGNA

Carissimo Direttore, spiace che una persona intelligente come Beppe Del Colle si abbassi agli ordini di scuderia. Mi chiedevo cosa pensano nella redazione di Cinisello Balsamo. E ho provato a scriverlo, con affetto e una preghiera.

Scrivo queste righe con una paura folle nel cuore: quella che il minculpop mi intercetti, scopra che non ho la tessera della repubblica sociale e possa inviarmi ai lavori forzati. Scrivo queste righe dopo aver passato un pomeriggio per le vie del centro: mi ha fatto bene. È bello passeggiare per queste strade sicure, dove l’integrazione con gli stranieri è perfettamente riuscita. Nemmeno la schiena mi fa più male, sono tornato a casa leggero: un piccolo rom mi ha preso il portafogli e poi è scomparso invisibile ai miei occhi e alla giustizia. Che caro bambino. Una volta si aiutavano gli anziani a portare la spesa, ora ho visto che gliela portano via e basta: evoluzione di una società sicura.
Scrivo queste righe sapendo che la libertà di parola e pensiero è minacciata. Per fortuna sono riuscito a comprare un giornale «repubblicano» (per i ragazzi: a causa della censura fascista imperante non viene ancora regalato in tutte le scuole) per essere informato sull’andamento reale delle cose. E per acquistarlo ho rischiato forte: davanti all’edicola c’erano anche due soldati; non mi hanno sparato ma solo perché non mi hanno visto: si sa che i soldati se entrano in una città sparano ai cittadini. Ho cercato anche il giornale che si chiama il Giornale: ma pareva che non ce l’avessero in quella edicola. No, poi l’hanno trovato sotto le altre 16 testate repubblichine. A parte questo, grave storia quella dei soldati. Un mio amico da Napoli mi ha scritto che questo governo non gli lascia respiro laggiù: prima almeno potevano nascondersi dietro le montagne della spazzatura, ma ora gliele hanno portate via e per le strade pulite sono esposti alle forze dell’ordine che girano in libertà. Terribile. Scrivo queste righe infine pensando se esistono ancora le associazioni a cui sono iscritto: probabilmente le chiuderanno tutte, vista l’aria che tira. Resterà solo aperta gli «amici del Gabibbo», a cui però sono già iscritto di mio e per questo forse non mi faranno bere l’olio di ricino, prossima nuova bibita nazionale. Come invidio gli stranieri che non hanno questi mostri a dirigere la loro vita pubblica. Mostri fissati con la difesa della famiglia, della vita, del matrimonio. Certo che alla fine anche da noi fai poi quello che ti pare, solo che di certo questa boccata d’aria durerà poco e sarà presto repressa. Ma io non mi dispero. So che c’è gente coraggiosa che sta organizzando la resistenza sulle colline di Alba e di Cinisello Balsamo. E che in edicola potrò trovarla con tanto di aggettivo «cristiana» a garantirmi un buon lavoro di squadra, quasi di cooperativa. Forza, amici partigiani, dategliele a questi neofascisti e ridateci la nostra libertà.

Ps. Ma davvero i lettori di Famiglia Cristiana pensano queste cose?