Diavolo da battaglia, Signora in vestaglia

Tony Damascelli

da Milano

Con l’ora solare torna anche un po’ di luce in testa al campionato. La Juventus va al buio, le busca e di brutto a Milano, il confronto epocale, come viene ormai presentato e dipinta qualunque partita tra torinesi e milanesi, premia la squadra di Ancelotti, non soltanto nel risultato già bello e fragoroso ma pure nel modo in cui il Milan ha affrontato e risolto la partita. Il vantaggio in classifica ha stordito la Juve che ha pensato di poter giocare in surplace e di sfruttare eventuali amnesie avversarie. Il Milan, di contro, confeziona scherzetto e dolcetto, ritrova lo spirito di battaglia che ne ha fatto, insieme con la qualità, la gloria di questi anni.
Ne è venuta fuori una sfida anche aspra, mal gestita dall’arbitro, una sfida che comunque restituisce al campionato il fascino dell’imprevedibile, di una lotta che durerà fino all’ultima giornata. Non ci sono imbattibili nel football, anche se la facile letteratura ne costruisce uno all’anno, e dunque nemmeno imbattute, per la Juventus è la prima sconfitta di campionato ma la terza stagionale, dopo lo schiaffo interista in supercoppa e la botta bavarese contro il Bayern.
L’assenza di Buffon, per oltre due mesi mascherata dall’eccellente cammino della squadra ma anche dai limiti di alcuni avversari, si è fatta clamorosa nelle immagini di ieri sera. Antonio Chimenti ha subito una mortificazione pesante, Abbiati già aveva preso pernacchie altrove. Dunque Capello sa benissimo che la dotazione in classifica è grasso che cola e dovrà tutelarla nelle prossime settimane, in attesa che Gigi Buffon torni in porta.
Il Milan esce ovviamente con l’abito della festa, rilanciato dalla rivale ma anche da una prova superba, se Capello ha in mano il rosario e deve aspettare Buffon per tornare tranquillo, Ancelotti sa che Sheva è quasi pronto. Come si dice in questi casi il bello deve ancora arrivare. Almeno lo speriamo tutti.