Il Diavolo pesca il suo portafortuna

Stella Rossa in vista 18 anni dopo la nebbia di Belgrado. Sorride il Chievo

Gian Piero Scevola

Il sorteggio del turno preliminare di Champions ha sorriso ieri a Nyon in Svizzera sia al Milan che al Chievo, anche se il Diavolo non era presente alla cerimonia perché l’aereo sul quale viaggiavano i suoi dirigenti ha bucato un pneumatico. Sono giunti a cose fatte, scoprendo così che affronteranno la vincente tra gli irlandesi del Cork City e i serbi della Stella Rossa di Belgrado che, dopo aver vinto l’andata 1-0, si candidano ad affrontare la squadra di Ancelotti. Se così fosse, sarà una sfida dal sapore antico, un precedente felice per i milanisti. Nella stagione 1988/89, il Milan di Arrigo Sacchi, che poi si aggiudicò la coppa Campioni, affrontò i serbi nel secondo turno e dopo aver pareggiato 1-1 a Milano, si trovò sotto a Belgrado per 1-0 e in dieci uomini. Ma la nebbia nel finale scese implacabile tanto da costringere l’arbitro tedesco Pauly a sospendere al 57’ la partita. Nel replay, giocatosi il giorno successivo, ancora 1-1 con gol di Van Basten e Stojkov, poi supplementari e rigori decisi dagli errori di Savicevic e Mrkela, ipnotizzati da Giovanni Galli grande protagonista. Quel colpo di fortuna spalancò il cammino trionfale del Milan conclusosi con il 4-0 alla Steaua Bucarest nella finale di Barcellona.
Il Milan, che attenderà il prossimo 2 agosto per avere il via libera da parte dell’Uefa, dopo la decisione del comitato di urgenza di ammettere i rossoneri con riserva per valutare meglio la posizione del club dopo la sentenza della Corte Federale su calciopoli, presenterà entro lunedì sera una memoria difensiva che dovrebbe permettergli di giocare l’andata al Meazza mercoledì 9 agosto alle 20,45, mentre il ritorno è previsto a Belgrado per martedì 22 agosto. «Sarà una partita impegnativa soprattutto per il blasone della Stella Rossa e perché avremo alle spalle pochi giorni di preparazione», il commento di Carlo Ancelotti. «Nel loro stadio poi ci sarà una bolgia incredibile e 80/90mila spettatori possono fare la differenza. Questa sfida porta alla memoria piacevoli ricordi, sotto questo punto di vista è una cosa bella, ma ci sono i problemi legati alla condizione della squadra e la Stella Rossa è una delle squadre più forti che potevamo trovare». «Poteva andare meglio, soprattutto a loro», afferma divertito Alberto Gilardino, a caccia del primo gol in Champions. «Sono una squadra forte ma per noi, che oltre tutto giochiamo la prima in casa, è troppo importante il traguardo da raggiungere». Nessuno a Milanello è sfiorato dal dubbio che il 2 agosto l’Uefa possa fare un brutto scherzo al Milan, respingendolo per problemi d’etica sportiva. «Abbiamo delle perplessità, certo non dei timori», conferma Gilardino. «Noi siamo sicuri di giocare questo preliminare».
Meglio ancora è andata al Chievo, al debutto in Champions, che ha pescato dall’urna la vincente del doppio confronto tra i bulgari del Levski Sofia e i georgiani del Sioni Bolnisi (andata 2-0 casalingo per il Levski), con prima partita in trasferta e ritorno al Bentegodi di Verona. Meglio di così non poteva andare per la squadra di Pillon che, non testa di serie, ha evitato squadroni come Arsenal, Liverpool, Ajax, Amburgo, Benfica e Valencia.