Il Diavolo veste Prada ora rischia di perdere il posto

Dopo vent’anni alla guida di Vogue, per Anna Wintour si parla di ritiro. L’editore smentisce, lei tace, ma il mondo della moda è già a caccia di una erede. Si vocifera perfino di un incarico con Obama<br />

I pettegolezzi sono difficili da fermare, in questo caso. Anna Wintour si ritira? Forse sì, forse no. Forse è soltanto una bufala, ma è troppo succulenta. E il mondo della moda e del gossip, negli Stati Uniti e in Europa, spulcia già fra i nomi dei possibili successori al trono della rivista più patinata del pianeta, Vogue America. Il mitico Si Newhouse, presidente del gruppo editoriale Conde Nast, ha smentito, ma non troppo: “Mai pensato di sostituire Anna con Carine Roitfeld” (cioè la sua collega di Vogue Francia). Lasciando aperta la questione: Wintour resta, Wintour va. Le voci si rincorrono, tanto che qualcuno ha già prospettato un futuro in politica, con un incarico “culturale” a fianco di Obama. Non a caso la nuova first lady Michelle starebbe per guadagnarsi una copertina su Vogue.

Smentite e pettegolezzi. Il Diavolo veste Prada tace. Rimane imperscrutabile, la sua unica reazione è stata registrata di fronte alle curiosità di un cronista del New York magazine sui suoi progetti di pensione: “Mi scusi, credo che sia una domanda decisamente scortese. Mi lasci stare”. Le voci si sono scatenate dopo che il New York Post, nella sua Page Six, ha citato le rivelazioni di un “insider” anonimo: “Sta pensando di ritirarsi. È convinta di aver fatto tutto ciò che poteva e ne ha abbastanza”. Potrebbe anche darsi, visto che la Wintour è alla guida di Vogue dal 1988 e sta per compiere 60 anni. La pensione non sarebbe uno scandalo. Col suo stipendio può permetterselo: guadagna – si dice – due milioni di dollari l’anno. I suoi portavoce hanno tagliato corto: “E’ una voce completamente infondata”.

A caccia di una erede. Fra gli addetti ai lavori, esperti di moda e di gossip, indovinare l’erede della signora più potente del fashion system è un gioco troppo appassionante. Gawker, sito specializzato in pettegolezzi, ha raccontato che martedì scorso Si Newhouse avrebbe incontrato Carine Roitfeld e lo scopo sarebbe stato trovare una sostituta per l’edizione americana della rivista. Sei mesi fa Newhouse aveva incontrato anche Aliona Doletskaya, la direttrice di Vogue Russia: così il suo nome è di nuovo circolato, negli ultimi giorni, fra speculazioni e smentite. Il problema per la Wintour è che i conti non vanno più a gonfie vele: con la crisi economica le pagine di pubblicità sono diminuite perfino su Vogue. A fine ottobre l’editore ha chiesto ai direttori di testate di tagliare staff e budget del 5 per cento. Anche due creature della Wintour sono state colpite: Vogue Living è andato in pensione e l’edizione americana di Men’s Vogue ora uscirà solo due volte l’anno. Un mese fa le solite voci hanno raccontato: “Men’s Vogue sarà una versione piccola piccola rispetto ad oggi e questa versione piccola esisterà solo perché Anna possa salvare la faccia”. Così il New York Post, nei giorni scorsi, ha rincarato la dose: “Pensa che sia meglio smettere ora, prima che il suo universo crolli”. Nessuno, comunque, crede che Anna Wintour possa rimetterci. Se andrà in pensione il diavolo saprà scegliere tempi e modi. E sicuramente riuscirà a scontentare qualcuno, come sempre. Soprattutto i suoi nemici.