Il dibattito? D’estate meglio in pineta

Tutto esaurito per gli incontri con i politici

«Free genius» chiude i battenti. Il «Festival delle intelligenze» che dal primo luglio ha animato le serate di romani, vacanzieri e abitanti del litorale ieri ha dato l’arrivederci al prossimo anno con l’incontro «A tu per tu con il leader», che ha visto protagonista il segretario Ds, Piero Fassino. Prima di lui, per tutto il mese, sulla pedana allestita nella pineta di Fregene si sono alternati ministri e scrittori, giornalisti ed esponenti del mondo della cultura, cantanti e soubrette. Il pubblico ha sempre preso parte attivamente ai dibattiti del grande salotto sul mare, con domande rivolte agli ospiti sul palco che hanno spesso suscitato accese discussioni. «Il ruolo del pubblico è stato fondamentale - commenta Pietro Di Lorenzo, l’ideatore della manifestazione -. Il riscontro è stato notevole: una media di 300 persone alla volta, ma siamo arrivati anche a mille spettatori nelle serate “istituzionali”, ad esempio quelle a cui sono intervenuti i presidenti di Camera e Senato o i leader di partito». I talk-show a cielo aperto sono stati moderati da nomi noti del giornalismo, dal direttore del Tg2, Mauro Mazza, ai vicedirettori di Tg1, Tg2 e Tg3, Fabrizio Ferragni, Marcello Masi e Pierluca Terzulli.
Sul palco, a dibattere del futuro della politica italiana, di ambiente, sanità, pensioni e informazione, sono saliti, tra gli altri, Gianfranco Fini, Pierferdinando Casini, Giulio Tremonti, Paolo Bonaiuti, Alfonso Pecoraro Scanio, Antonio Di Pietro e Clemente Mastella. Ampio spazio anche alla cultura, con la partecipazione del premio Nobel Carlo Rubbia, oltre che di Magdi Allam, Roberto Gervaso, Nantas Salvalaggio, Klaus Davi. E non è mancata neanche la musica, a partire dall’inaugurazione con Massimo Ranieri fino alla serata dedicata a Lucio Battisti con Roberto Pambianchi ed Enzo De Caro. Tra gli appuntamenti più leggeri, in linea con il clima vacanziero, c’è stata persino una serata dal titolo «Le decisioni si prendono a tavola», che ha abbinato l’enogastronomia alla politica.
«Avevamo messo in conto di dover “seminare” per almeno tre anni prima di raccogliere dei risultati apprezzabili in termini di pubblico - aggiunge Di Lorenzo -. Il festival invece è decollato nel giro di quindici giorni». Progetti per la prossima edizione? «Alcune formule collaudate quest’anno verranno riproposte - dice l’ideatore della manifestazione - come quella dell’incontro con il leader. Sul piano pratico, proporrò uno slittamento in avanti di mezz’ora sull’orario di inizio e un miglioramento del servizio bar, in modo che sia possibile anche mangiare qualcosa durante la serata».