Dibattito economico/2 Cara Emma, non fare la prima della classe

Sono contento che Emma faccia la prima della classe sulla crescita. Ma se vuole evitare collateralismi, ci vada piano con Giuliano Amato<br />

Sono contento che Emma Marcegaglia si sia divertita, anche di quel titolo un po’ macho che ha divertitoperfi­no un femministo come me. Sono contento che faccia la prima della classe sulla crescita, e rivendichi migliaia di strisciate su Google . M a s e vuole evitare collateralismi, Marcegaglia deve andarci piano con Giuliano Amato, persona ultrarispettabile che vuole fare risparmiare giustamente alcuni miliardi festaioli all’economia italiana per imporre però al terzo più ricco degli italiani, nel quale spero per lei siano compresi quasi tutti gli associati d i Confindustria, una imposta patrimoniale bella tosta, non proprio un viatico per politiche di crescita. E , a proposito d i collateralismo, vuole imporla, così ha scritto sul Corriere il 22 dicembre scorso, per dare una piattaforma di governo al P d e al Terzo polo. Spero che Berlusconi non si distragga, non si stufi e non si metta paura di se stesso, e che raccolga le sfide di Mario Monti ( Corriere d i ieri) e d i Emm a Marcegaglia a fare sul serio: crescita al 3-4 per cento in cinque anni, piano per il Sud, liberalizzazioni (sì, anche il minimo tariffario degli avvocati) e deregolamentazioni e riforma fiscale (il 2013 è lontano e nel lungo termine saremo tutti morti). C i vediamo agli stati generali dell’economia e contiamo tutti su una operosa, fattiva, capace Emma. Tra l’altro, cari padroni, avete dei giornali, cosa rara nel mondo occidentale dove s i usano editori non dico puri ma non proprio industriali e bancari, e la libertà di stampa in una democrazia liberale non è l a Casagit o l a corporazione m a i l pluralismo degli editori e delle loro diverse visioni della società e della vita: perché non li usate? Sincerely yours,