Il dibattito in Forza Italia esce dalle stanze dei comitati

La mezza quiete dopo la mezza tempesta. O il mezzo temporale dopo la mezza pace. Basta scegliere il lato giusto da cui guardare Forza Italia e quanto accaduto lunedì durante il suo comitato regionale. Una polemica, sollevata dall’ex coordinatore regionale Enrico Nan che non è stato invitato dopo tanti anni alla guida del partito. E diversi interventi di eletti e dirigenti che portano esperienze diverse, che vogliono far presente qualche situazione da rivedere, che provano a spingere ancora più avanti il partito. Di certo quello di lunedì è stato un comitato regionale tutt’altro che noioso, o appiattito sulla relazione del coordinatore regionale, magari unico oratore da approvare per acclamazione. Diversi i motivi di confronto, che alcuni protagonisti desiderano anche portare al di fuori della stanza della riunione. Scelgono il Giornale. E il Giornale raccoglie volentieri le loro posizioni. Sul caso Nan, ma anche sull’urgenza di tornare a contatto con la gente, sulla necessità di tuffarsi già nelle prossime sfide elettorali, sul bisogno di presenza più capillare e, perché no, sul ruolo che ogni forza politica deve svolgere all’interno del nuovo Popolo della Libertà.
Ieri l’intervento di Luigi Morgillo, capogruppo azzurro e vice presidente del consiglio regionale, che è stato anche apprezzato per la parte di critica costruttiva da Scandroglio, che ha commentato a caldo l’esito del comitato. Oggi spazio al presidente del consiglio nazionale azzurro Alfredo Biondi e all’onorevole Gabriella Mondello, al coordinatore provinciale genovese Giovanni Boitano e al senatore Enrico Musso. Ma nuovi interventi sono già previsti per domani. Per un confronto aperto. A tutti.