Il dibattito Il giusto mix tra giovani ed esperienza

Aprire la politica ai trentenni - come avete raccontato, portando ad esempio i tre ottimi giovani spezzini Maria Grazia Frija, Matteo Cozzani e Giacomo Giampedrone - è la strada giusta per rilanciare l’impegno civile nella società e per rendere i partiti e i movimenti sempre più vicini alla realtà della quotidianità della vita. Tutto questo non in contrapposizione con chi, operando in politica da anni, ha acquisito quella «saggezza amministrativa ed operativa» che permette il superamento di tante situazioni «Ingarbugliate».
In quest’ottica la soluzione sta proprio in una miscela intergenerazionale fra persone impegnate in politica che sia capace di dare una risposta ai problemi della nostra Liguria. Nel concreto ritengo che avere una leadership composta anche da under 30 permetta a qualsiasi partito di non perdere la tensione verso il domani e di essere capace anche di quelle scelte che da troppo tempo le nostre Comunità stanno attendendo. Se poi spostiamo il discorso a livello amministrativo possiamo ben comprendere cosa vorrebbe dire avere in ogni Giunta una presenza di «giovani» slegati da esperienze pregresse e quindi capaci di apportare una sorta di novità gestionale. A fronte di tutto questo ritengo che il problema sia quello di non cadere in una «battaglia generazionale» ma anzi responsabilizzare gli «over» nella formazione degli «under». In questo modo il ringiovanimento della politica non sarebbe solo una sorta di «giovanilismo» o un’ingiusta bocciatura di chi ha dedicato una vita all’impegno civile ma sarebbe... un momento importante per la rinascita della nostra città.
*48enne impegnato in politica
Presidente Municipio 1