Il dibattito in redazione

2 VALORI CONTRO
Guai a privilegiare

l’aspetto formale
Cara redazione, la perplessità e le riluttanze del Capo dello Stato a firmare il decreto salva Eluana, possono essere comprese sotto l’aspetto meramente formale e procedurale. È in gioco la vita di una persona! Bando ad ogni indecisione. Salus Eluanae suprema lex esto!

presidente
Famiglia & Civiltà
2 MORIRE DI FAME
Ma allora non siamo

diversi dai nazisti
Caro Direttore, non intervengo se sia giusta l’eutanasia o meno perché non ho la preparazione in materia e le idee confuse. Intervengo solo per dire che è incredibile che si faccia morire Eluana disidratata. I medici le danno 15 giorni di sopravvivenza. Non la chiamano agonia o sofferenza ma sopravvivenza! Il corpo inizierà a richiedere liquidi e nutrimento che non potendo riceverli dai sondini inizierà a cercarli al suo interno: le prime a disidratarsi saranno le mucose, poi i reni inizieranno a non funzionare più lasciando Eluana in balia di atroci sofferenze. Leggendo i pareri di molti emeriti scienziati Eluana non soffrirà e non sentirà niente. Ma allora perché non le tappiamo il naso e la bocca lentamente diminuendo nei giorni l’apporto di ossigeno oppure non la chiudiamo direttamente in una bara senza passare dalla clinica? Quale è la differenza tra le mie proposte e quella della morte per fame? Intanto non soffre e non può accorgersi di nulla. Perché sprecare tanto tempo e denaro? La morte per fame era un agonia già praticata dai Romani, riportata anche da Dante per descrivere le sofferenze del Conte Ugolino. I Nazisti lasciarono morire di fame dei prigionieri come esempio per gli altri. Ora noi siamo diversi da loro? Ci sentiamo più civilizzati?
Augusto Vianson
2 INCIVILTÀ
Mi vergogno

di questo Paese
L’accanimento, termine così abusato ultimamente, non mi sembra terapeutico bensì del padre nel voler porre fine all’esistenza della figlia. È inspiegabile, inconcepibile, incomprensibile non cristianamente ma moralmente e umanamente che un genitore pretenda e scelga per una sua creatura una sentenza di morte per consunzione e disidratazione.
Non riesco a comprendere l’esposizione mediatica continua cui il padre ha teso, senza alcun pudore per una vicenda umana così intima e straziante, familiare e dolorosa. Mi sconvolge la ricerca di un’autorizzazione legale per spegnere la vita della figlia, icona di bellezza immortale, così come è sempre stata presentata nelle foto della sua perduta giovinezza, forse perché incapace il padre di accettare quei figli di un dio minore che sono i disabili quali Eluana, accendendo su di lei i riflettori dei media ma non permettendo mai che di lei si avesse conoscenza del suo stato attuale.
Eluana soffre? Eluana respira? Eluana deglutisce? Eluana apre e chiude gli occhi? Eluana sente ma non sa farsi capire? Eluana capisce ma non può farsi sentire? Allo stato attuale delle conoscenze scientifiche sul coma vegetativo non sembrano esistere risposte certe. ( in dubbio pro reo!)
Penso a Welby, gravissimo malato terminale, cosciente e determinato a morire «dolcemente», prima che la macchina che lo teneva in vita non solvesse più al suo compito. Ricordo politici, radicali, intellettuali, oggi sordi e muti, chini al suo capezzale rivendicandone il diritto ad una fine senza dolore, ricordo il medico che si è prestato ad esaudire questo suo giusto desiderio con coraggio non scevro da conseguenze penali.
Di contro una cittadina italiana viene condannata a morte perché inerte e non malata, prima dal padre e poi da un tribunale senza che in aula ci fosse un legale che la rappresentasse e ne difendesse le ragioni. Si stacca il sondino: niente più alimentazione, niente più idratazione ai danni di un incolpevole e tutto sotto i riflettori fuorché l’umanità. Anche gli anziani non autosufficienti in Italia saranno condannati a morire di fame e di sete? E i bimbi portatori di handicap, ma vivi, subiranno la stessa sorte?
Non è la prima volta che mi vergogno di questo paese e dei miei simili e ora anche di me stessa che nell’impotenza più assoluta scrivo queste righe al mio giornale, sapendo già che domani la mia quotidianità prevarrà sul dramma di Eluana, che la rassegnazione mista a rabbia non potranno nulla, che lei, così presente e fragile nelle nostre case, sarà un po’ più sola e noi un po’ più affamati di giustizia e assetati di amore e pietà. Con i miei più cari saluti e nella speranza che altri Le abbiano scritto di Eluana affinché Il Giornale, come ha sempre dimostrato, si faccia espressione della sensibilità ferita di molti.
Laura Fini Cametti
2 DIRITTI E DIGNITÀ
Una cultura eugenetica

che va alla deriva
Il Governo ha approvato un decreto legge che oltre ad impedire l'omicidio di Eluana Englaro pone un argine alla deriva della cultura eugentica che considera le persone disabili in stato di gravità non degne di essere tutelate.
È di particolare rilevanza la sensiblità democratica di tale provvedimento perché impedisce ai cittadini italiani che rispettano il diritto naturale alla vita di essere moralmente obbligati a disobbedire, attraverso lo strumento dell'obiezione, ad inique ed illegittime leggi di natura razziale. Infatti anche la Dottrina della Chiesa Cattolica ricorda (365 Compendio) che «l'esercizio della Libertà è proprio di ogni uomo, in quanto inseparabile dalla sua dignità di persona umana. Pertanto tale diritto va sempre rispettato, particolarmente in campo morale e religioso, e deve essere civilmente riconosciuto e tutelato nei limiti del bene comune e del giusto ordine pubblico». Tale provvedimento previene la necessità che per assicurare il rispetto del diritto naturale e della dignità dell'uomo i cittadini debbano dover disobbedire a inique ed inaccettabili dettati giurisprudenziali tesi ad impedire la naturale tutela della vita umana.
Gianrenato De Gaetani
VicePresidente

Federvita Liguria
2 NON È COMPASSIONE
La pena capitale

a un disabile grave
Chiediamo che venga immediatamente sospeso il protocollo di uscita preparato per Eluana nelle prossime ore. Sono troppe le dichiarazioni discordanti (vedi le dichiarazioni dei familiari congiunti) che nelle ultime ore sono emerse nella vicenda Englaro e che dimostrano come la giovane Eluana non avesse mai espresso il desiderio di interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione in caso di coma persistente. Facciamo appello al Presidente del Consiglio, On.le Silvio Berlusconi, al Consiglio dei Ministri ed in particolare al Ministro della Giustizia, On.le Angelo Alfano perché il principio sacrosanto della libertà che è alla base della nostra Costituzione Italiana non diventi una condanna a morte ma ribadisca il diritto alla vita per tutti, anche per chi è gravemente disabile. In Italia non può entrare in vigore la pena capitale per un paziente gravemente disabile solo perché ad un genitore risulta impossibile l'accettazione e l'elaborazione del trauma psicologico per la grave disabilità di un figlio. A Beppino Englaro va tutta la nostra compassione e tutto il nostro sostegno perché possa con coraggio accettare la grave disabilità che ha colpito sua figlia Eluana ma non possiamo assolutamente giustificare o condividere il desiderio di morte in nome del sentimento di compassione.
Eraldo Ciangherotti
Presidente
della Federvita Liguria
2 NON SI PUÒ TACERE
La medicina

deve solo curare
Silenzio, una grande e meravigliosa parola solo che non è adeguata a questa situazione. Silenzio si sarebbe potuto fare su alcune false vicende apparse su quotidiani che sentivano il desiderio di infangare i sacerdoti citandone uno per tutti e pretendendo di avere credibilità per il solo fatto di aver pubblicato un nome e un cognome probabilmente non reali. Silenzio lo si sarebbe potuto pretendere se Eluana fosse morta di morte naturale magari tra le braccia di quelle meravigliose suore che tanto amorevolmente l'hanno accudita in tutti questi anni. Ma silenzio non si può fare di fronte alle affermazioni dell'anestesista che la definisce già morta da 17 anni, di fronte a chi afferma che alimentazione e idratazione sono «accanimento terapeutico», di fronte a chi sostiene che non soffrirà, nonostante le testimonianze di coloro che sono stati vicini a Terry Schiavo nelle ultime orribili ore della sua lunga agonia. Silenzio non si può fare di fronte a chi la definisce un vegetale e neppure di fronte a tutto il clamore che è stato fatto per condannarla a morte a «norma di legge». Eluana è una persona in condizione di massima fragilità, un grande disabile, a cui si dovrebbe sentire l'urgenza di garantire il necessario per continuare a vivere, ovvero l'idratazione e l'alimentazione che non dovrebbero mai essere negate alle persone. Non si può chiedere il silenzio dinanzi ad un atto, togliere l'acqua e il cibo a un disabile, che è semplicemente disumano. Noi di Scienza & Vita ingauna continueremo a dare voce a chi ritiene che la vita un bene supremo indisponibile e che la medicina debba curare e non dare la morte.
Ginetta Perrone
Presidente
Scienza & Vita ingauna