Il dibattito sul Pdl Quel terremoto nelle parole di Vinai

Caro Massimiliano Lussana è ancora possibile, in un partito frastagliato come il Pdl, ritrovare i modi e le ragioni di un’unità morale, di un comune sentire, di una prospettiva definita e condivisa? Oppure le tessere del mosaico sono ormai irrimediabilmente sparse e confuse?
Alla favola bella del Pdl «coalizione serena» o «isola felice», francamente, non crede più nessuno. E nascondere i problemi sotto il tappeto sicuramente non aiuterà la coalizione nella futura tornata elettorale del 2012. Inoltre vedere impallinare Pieluigi Vinai dal fuoco amico, non è certamente uno spettacolo edificante. Come edificante non è, chiedere la testa pubblicamente dei due coordinatori Scandroglio e Bornacin. Ma se in un caso siamo davanti a una contestazione argomentata da motivazioni politiche, nell'altro siamo nel campo del dagli all'untore. Si perché le critiche rivolte civilmente dal Dott. Vinai ai rappresentanti cittadini e liguri del Pdl, sono ampiamente condivisibili nel contenuto, al netto di certe espressioni un po' forti. D'altronde è impossibile non vedere e/o far finta di non vedere, cosa è successo e cosa sta succedendo nei Municipi in Comune in Provincia e in Regione. Per questo semplice motivo Noi di Liguria Moderata non ci sentiamo di crocifiggere l'insigne Vinai per il reato vetusto di lesa maestà. Anzi ci vediamo costretti, in assenza di chiarimenti nel merito alle osservazioni politiche fatte e in assenza di un'unità morale e di un comune sentire e quindi in assenza di prospettive future condivise e definitive, rimanendo la coalizione irrimediabilmente frantumata e confusa, a battere un nuovo sentiero politico tale da aggregare i cittadini dal basso, rispettando i referenti dei territori in cui i cittadini si collocano, senza per tale motivo voler aggiungere frammentazione a frammentazione. Ma ci pare altresì chiaro che il tempo delle grandi adunate con le truppe cammellate sia oramai tramontato, e che vi sia necessità di un reale coinvolgimento delle persone che reclamano un rapporto semplice e diretto con i loro rappresentati. Meno aperitivi e più bicchierate.
Se non saremo compresi dal centro destra nel suo insieme, non indugeremo certo a presentarci nei vari enti con una personale motivazione politica. Diciamo tutto ciò con la sicurezza che chi di dovere stia lavorando alacremente per il bene della coalizione e nella speranza che anche queste osservazioni possano animare un dibattito costruttivo.
Addetto stampa Liguria Moderata
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Caro Massimiliano, grazie per avermi permesso di dire la mia in questa spinosa vicenda. Non pensavo di meritare tanto, tuttavia che vespaio! Ogni giorno continuo a leggere di questo scontro tra Vinai e i vertici del Pdl Ligure e, devo ammettere che... non è cambiato nulla nell'ex Fi oggi Pdl: ti usano e ti gettano. Servi a comando, ti devi candidare quando vogliono loro, te ne devi andare quando non servi più. Capisco che molti ancora ci credano, come ci ho creduto io, che alcuni attacchino Vinai perché forse non ha fatto la gavetta o non ne ha fatto abbastanza, ma ti posso assicurare che io ho fatto tutto il percorso e non mi è servito a nulla. Sono entrata in un partito che aveva una scarpa e una ciabatta nel '94, ho partecipato ad ogni convegno in Italia, ad ogni manifestazione, a tutti e due i congressi, mi sono sempre candidata per dovere in seggi perdenti, ho attaccato manifesti che mi sono sempre pagata di tasca mia, colla compresa, ho in casa una cassapanca piena di articoli che ho scritto sui giornali su tutti gli argomenti possibili e immaginabili, ho lavorato senza discutere per tutti i coordinatori che si sono succeduti, per tutti quelli che si sono presentati alle elezioni regionali e politiche, ho offerto pranzi nel periodo in cui ho avuto un ristorante, ho fatto il consigliere comunale attivo e... da coordinatore comunale infine non ho accettato un'alleanza elettorale tra FI e tutta l'estrema sinistra da Rif. Com. ai Verdi, Com. Ital., Dipietristi e quant'altro... Condannata!
A quelli che ancora oggi militano in questo partito posso fare soltanto un augurio: quello di prendere la musata prima possibile, perché prima è meglio è, tanto è inevitabile, non si salva nessuno!
La gente che vota, o almeno quella che tiene in mano i voti che ci mancano, non legge sui giornali le beghe interne ad un partito, ma vuole sapere: se Vinai vuole la moschea oppure no, se Scandroglio vuole continuare a riempire i vicoli di delinquenti come fa la Marta oppure no, se ancora, Cassinelli piuttosto che Bornacin vogliono riportare i Genovesi ad essere i protagonisti esclusivi della loro città o continuare a farli sentire cittadini di serie B.
Brunella Maietta
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Egregio Direttore, vorrei entrare nel merito della querelle sollevata dal Dr. Vinai sulle problematiche del PdL ligure e sull'opportunità di una maggior discussione interna allo stesso.
I partiti non sono per loro natura entità astratte ma bensì composte da uomini che come tali non sono perfetti tantomeno infallibili quindi ben venga una seria discussione che porti però alla fine netta convergenza sui temi focali e non mille rivoli di opinione creati da altrettanti liberi battitori.
Inoltre la cosa che mi colpisce maggiormente è il voler essere assurto, quasi per predestinazione, a ruoli apicali od a candidature certamente molto onorevoli senza aver mai, lieto eventualmente di smentite, preso parte a competizioni elettorali dove bisogna collezionare preferenze una ad una e dove ci si metta in prima linea a dimostrare quanto seguito si possa arrivare ad avere (o meno).
Solo così a mio avviso si può tornare alla democrazia davvero rappresentativa che può pertanto fare a meno di pretese di candidature e assegnazione di posti per mera nomina politica.
Molto cordialmente
Dr. Marco Lasagna
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Illustre direttore, sono d’accordo con il lettore Ernesto Morelli quando dice che la maggior parte degli esponenti del Pdl ligure sanno distinguersi solo per l’aria fritta che diffondono.
Gli unici sempre presenti su problemi concreti che riguardano la gente comune sono Matteo Rosso e Gianni Plinio.
Anche nel caso della emergenza degli immigrati li ho visti dietro un banco a raccogliere firme contro le decisioni assurde del sindaco Marta Vincenzi ed a parlare on i cittadini.
La ricetta per il Pdl anche in vista delle prossime elezioni mi sembra assai semplice. Meno professori specializzati nel discutere sul sesso degli angeli, generalissimi da stato maggiore o ambiziosi che hanno come motto il togliti tu che mi ci metto io e più politici da marciapiede.
Complimenti per il Giornale e distinti saluti.
Ester Lagomarsino