il dibattito sulle Zone Blu di Albaro

2CRITICHE COSTRUTTIVE
Grazie a tutti e al Giornale

che ci ha sempre dato voce
Abbiamo fatto una manifestazione in corso Italia contro le Aree Blu così come sono state programmate e realizzate da una Civica Amministrazione sempre più lontana e sempre meno amata dai cittadini.
Abbiamo fatto una manifestazione su un tema difficile controverso assumendoci tutte le responsabilità e anche le critiche di chi questa iniziativa la condivide.
Abbiamo messo la nostra faccia nel vero senso della parola... pitturata e vestita senza remore.
Abbiamo criticato un Municipio anche se apparteniamo alla maggioranza che lo governa... non si può essere sempre e su tutto unanimi.
Abbiamo fatto una manifestazione senza l'aiuto e l'appoggio di un solo Consigliere Comunale, di un solo Consigliere Municipale (salvo lo scrivente) con l'assordante silenzio del PdL, degli Arancioni di Biasotti, della Lega che ha cercato solo di sovrapporsi alla nostra iniziativa.
Abbiamo fatto una iniziativa ironica, abbiamo sorriso ma nello stesso tempo condannato duramente il modo di imporre sempre nuove «gabelle» e «regole ingiuste».
Abbiamo fatto una manifestazione dicendo che non un Euro di questa «gabella» rimane nel quartiere mentre le opportunità sarebbero tante.
Abbiamo fatto una manifestazione senza l'aiuto di nessuno di quelli che contano... ma con l'affetto e la stima di tanti di quelli che non contano ma votano e danno preferenze (se lo ricordino i potenti «silenti» di ogni livello e grado).
Abbiamo incominciato a far capire che i «liberali» ci sono e se non c'erano sono tornati.
Abbiamo fatto e insegnato qualche cosa ne sono certo.
Voglio personalmente ringraziare a nome di Momento Liberale: Franco, Paolo, Gianni e mi scuso degli altri che non cito Luca dei Bagni Italia, De Lucchi unico Biasottiano... Massimiliano Lussana e i suoi collaboratori da Casabella al fotografo (quando abbiamo bisogno... li troviamo sempre).
Ma un grazie particolare a Federico... che con i suoi amici e il suo entusiasmo ci dà fiducia nel Pli con il motto di un tempo «i Liberali Avanzano» anche se scritto su Facebook e non sui muri ma il mondo si evolve.
Consigliere Municipale
del PLI nel Medio Levante
2CERCASI ROBIN HOOD
I posteggi blu l’ultimo atto

dell’arroganza di Tursingham
L'area blu di Albaro è solo l'ultimo tassello dell'arrogante protervia con cui la giunta comunale comanda la città.
L'atteggiamento feudale della Sindaca e di alcuni suoi strategici assessori, infatti, ricorda assai la Nottingham della letteratura inglese. Nuove gabelle, giannizzeri armati di penna e taccuino ad imporre la pax della sceriffa, sbandati di ogni paese che invadono i territori della contea col beneplacito della corte ed ora perfino devianze ai bambini.
Ah, se solo si vedesse qualche taglia appesa al muro contro un Robin che desse speranza!
Invece no. I duchi dell'opposizione passano il tempo nelle elegie del lontano Re Ricclaudio, in ben altre faccende affaccendato e che pure ci aveva provato a portare Robin a palazzo. Il popolo starnazza contro le nuove gabelle come se non fosse esso stesso complice di quel sistema di cortigiani che tiene a Castello Tursi sempre gli stessi dal medioevo con i «meglio non esporsi», «ci sono gli appalti» oppure «sai, io devo lavorare».
Coraggio, popolo di Tursingham: c'è chi sta nella foresta a tendere gli archi ma questa volta bisognerà schierarsi.
Con Robin.
Marco Marchionni
2ABITANTI ALLO STREMO
Adesso in via della Sirena

sei posti per venti automobili
Albaro: parliamo un attimo di chi ci abita in quella zona, che non tutti sono ricchi e non tutti hanno tre auto e magari un maxi garage. Io ho una mia auto e un appartamento dignitoso di 60 mq. Abito in via della Sirena, parte bassa, e sotto casa ho sei posti Blu (per una ventina di appartamenti), dove tra l'altro l'anno scorso mi hanno demolito l'auto in un incidente (quindi non mi fido molto a lasciarcela, come potrete capire); per parcheggiare di solito gli abitanti della zona andavano nelle strade a scendere da via Righetti et similia, ma ora sono tutte Azzurre; la stessa via Righetti è in parte Bianca (e quindi sabato e domenica praticamente inaccessibile), in parte Azzurra (proprio il pezzo da via della Sirena, da stanotte: stamattina già c'erano gli addetti a sanzionare), con solo pochi posti Blu, dalle parti del distributore Agip. Ora, la macchina me la metto sul cappello? Perché dobbiamo scontare in questo modo la volontà del Comune di fare cassa, e pure pagare il tagliando? E come se non bastasse, mentre le Azzurre già sono attive, le Blu non lo sono, e quindi invase da chi viene da fuori. E poi, tutte queste Isole Azzurre per i bagnanti, vogliamo scommetterci che resteranno tali tutto l'anno (e quindi vuote)? Risultato: un disastro. Ma dico io, non basterebbe fare tutto Blu (tranne un po' di posti Bianchi), lasciando la sosta libera ai residenti, e buona notte? No, questo mostrerebbe buon senso e sarebbe troppo facile.
Andrea Ungaro
2PARAFRASANDO
Genova per noi che viviamo

con l’incubo del posteggio
Genova per Noi:
Che viviamo con l’incubo di dover prendere la macchina al mattino.
Che non possiamo permetterci di svegliarci cinque minuti dopo.
Che anche se piove usiamo le due ruote.
Che se abiti a Levante e/o a Ponente per andare in centro perdi due ore.
Che, quando sei arrivato, in centro, inizia la lotta per un parcheggio.
Che ti ci vuole un mutuo per posteggiare.
Che, quando lo trovi devi fare la «posta» agli ausiliari del traffico.
Che, se piove addio puntualità agli appuntamenti.
Che, se aspetti l’autobus non passa mai...
Che, se riesci a prenderlo sembri su un carro bestiame...
Che, se s’intasa la sopraelevata non sai mai se arrivi.
Che se non sei pratico a guidare è meglio che vai a piedi...
Che quando arrivi a casa la sera, ricomincia la lotta per il parcheggio.
Che, passiamo più ore nel traffico che con i figli.
Che, lasciamo la macchina ferma dei mesi per paura che ci rubino il posto.
Che, per attraversarla in autobus ti ci vuole un blocchetto di biglietti.
L’Elisir di nuova vita?
Genova per Noi automobilisti è diventata a pagamento.
Grazie Marta per la discontinuità promessa e mantenuta.
Andrea Cevasco