il dibattito verso le elezioni

2 AUTOGOL

Così il tunnel diventa fondamentale

per coltivare l’orticello dei voti
Metaforicamente si potrebbe dire che la palla viaggiava verso la propria porta. Incautamente speditavi dal giocatore che, accortosi dell'errore, ha tentato con una disperata scivolata di porvi rimedio spedendola in corner. Senza successo. Sì, Claudio Burlando non ha firmato l'accordo per la «Gronda» che aveva già minacciato di disertare perché a suo dire mancherebbe il finanziamento di un'opera che lui e i suoi si erano abbondantemente già «spesi» in campagna elettorale: il tunnel della Val Fontanabuona. Ma che c'entra tale lavoro con la «Gronda»? L'accordo del 2002 fra Regione ed Anas prevedeva che tale opera fosse finanziata da ANAS; anche il successivo protocollo d'intesa del febbraio 2007 firmato in Regione (gestione Burlando) fra gli altri da ANAS, Autostrade e dall'allora ministro Di Pietro non comprende la galleria nell'ambito delle opere da realizzare per la «Gronda» o nel suo ambito. Tale circostanza è confermata da alcuni documenti, consultabili su Internet da chiunque abbia un computer: ad esempio sul sito della Regione c'è un comunicato datato marzo 2009 nel quale Burlando consegna lo studio di fattibilità realizzato dalla Regione Liguria per il tunnel della Val Fontanabuona all'ANAS che è ed è sempre stata l'ente interessato dall'opera e non alla società Autostrade.
Addirittura nel gennaio 2008 pareva che l'opera fosse destinata ad essere realizzata con precedenza rispetto alla «Gronda» e comunque essere da essa svincolata secondo quanto riportava un giornale cittadino che fa la cronaca di un incontro avvenuto a Cicagna fra Burlando ed i sindaci della zona: «Un obiettivo che, svincolato dalla “gronda” autostradale del Levante, per il momento non realizzabile, potrebbe essere invece traguardato attraverso un progetto ad hoc». Evidentemente l'opera interessa molto all'attuale presidente della Regione ed era pacificamente svincolata dalla «Gronda». Ora Burlando ha visto passare il treno e ha cercato di salirci sopra, fruendo di finanziamenti destinati ad altro.
Intendiamoci il tunnel sarebbe un'opera sacrosanta e utilissima per un certo numero di cittadini della zona, ma vincolare senza ragione la firma di un'opera importantissima per tutta la regione alla coltivazione del proprio orticello elettorale rischia di far ricordare a chi ha buona memoria che Genova attende la gronda da quando lo stesso Burlando l'ha cancellata nel 1990 come assessore e vice sindaco di Genova, quella volta per salvaguardare gli orti di basilico di Prà, anche in quel caso forieri, oltre che della materia prima per il buonissimo pesto alla genovese, anche di un buon numero di voti per l'allora PCI. Evidentemente per qualche ragione a Burlando piacciono il pesto e la Valfontanabuona ma odia la «gronda» che pure svincolerebbe dal traffico pesante il budello che hanno ancora il coraggio di chiamare autostrada, particolarmente nel tratto Voltri - Genova Ovest ma anche Busalla - Genova Ovest, foriero di tanti ingorghi e incidenti che subiscono i cittadini genovesi e liguri. Ancora una volta a distanza di quasi 20 anni, nella politica della sinistra il particolare fa premio sul bene comune. Insomma la palla ha ormai varcato la linea bianca e l'(auto)gol è stato segnato.
2 I MANIFESTI

Giulia, Clara, Mario & C.

Ma quanta faccia tosta...
Caro Lussana, i nuovi manifesti di Burlando sparsi per tutta la città parlano di Giulia che compra casa grazie alla Regione e di Clara che continua a fare ricerca, sempre grazie alla Regione, dopo averci mostrato Luigi che viaggia su treni puntuali e puliti, Chiara che resta a scuola e il vecchio Mario assistito a casa.
E se "(continua...)" così ne vedremo delle belle.
Mi indigno davanti a tanta faccia tosta, ma almeno ho capito qual è il nostro vero punto debole: non siamo capaci di mentire come fanno loro.
Nessuno di noi metterebbe la sua faccia su quei manifesti che raccontano balle clamorose - e infatti non lo fa nemmeno Burlando.
Una domanda ancora: dov'è finita la par condicio? In tv e per radio si vede e si sente solo lui...
Marina Mascetti
2 ALEA IACTA EST

«Vincoli e non sparpagliati»

per riconquistare la Liguria
Caro dott. Lussana, finalmente alea iacta est! Senza volermi paragonare a Cesare (sarei un pochino presuntuoso...), dico soltanto che finalmente sono stati resi noti i nomi dei candidati del centrodestra.
Sarebbe il momento giusto per rallegrarsi e partire in quarta per svolgere una sostanziosa e vigorosa campagna elettorale, basata su unità d'intenti e sincera volontà di partecipazione allo scopo ben definito di portare a casa una sonante vittoria. Ed invece, cosa succede? Puntualmente come i treni svizzeri (degli italiani è meglio lasciar perdere) si levano alti lai da chi si sente escluso o/e scarsamente considerato, oggetto verosimilmente di poca attenzione ed irriconoscenza da parte degli organi preposti a formare le liste degli aspiranti amministratori della nostra regione. Mi cadono le braccia, e non solo quelle! Ma, dico io, è possibile che, di fronte alla prospettiva di riconquistare il governo della Liguria dopo un periodo non certamente esaltante, si debbano constatare determinate prese di posizione che altro non fanno che arrecare danno ed intralcio alla campagna elettorale? Possibile che non si riescano a definire gli accordi politici prima di esporsi all'opinione pubblica,unica competente a giudicare i meritevoli - secondo le libere e rispettive opinioni - di gestire la cosa pubblica? Parafrasando la celebre battuta del famoso Peppino De Filippo quando impersonava Pappagone, questa sarebbe proprio la circostanza ideale per essere «vincoli e non sparpagliati»!! Sarò un ingenuo e forse l'ultimo dei romantici ma confido molto nel buon senso e nella resipiscenza di tutti, ma proprio tutti gli interessati, esortandoli a riflettere sulla buona causa del raggiungimento del fine comune.
Vorrei soggiungere che prediligo i decisionisti a fronte di coloro che, «aprendo il dialogo» o «proponendo il confronto» o «possiamo dicuterne» o «saremmo d'accordo se...» o «si potrebbe fare ma...» e via via cianciando, rimandano le realizzazioni di opere importanti per il rilancio della Regione a date improbabili; mentre gli altri sfruttano tale immobilismo a loro vantaggio. Basti pensare al porto, al turismo, alle industrie ed alla conseguente perdita di sacrosanti e preziosi posti di lavoro. Queste considerazioni ci porterebbero lontano ed è meglio, per ora, finìrla qui. Meglio, molto meglio decidere di « fare» qualcosa (magari anche sbagliando - è umano - ma è sempre possibile correggersi!) piuttosto che rimanere inerti di fronte alla ineluttabile e sempre più rapida ed incalzante evoluzione dei tempi. Molto cordialmente
Gian Giacobbi
2 LUNIGIANA

Con la guerra dei nomi

mostriamo il peggio di noi stessi
Da parte di una neo iscritta al PdL.
Con grande tristezza e gravi timori avverto già una sorta di disagio. Da noi in Lunigiana (che, lo ripeto fino allo sfinimento, affinché qualche orecchio intenda, rappresenta il naturale entroterra spezzino) da noi, sulla stampa locale appaiono le contestazioni di un militante di Casola di Lunigiana (solo Comune governato dal centro destra per un solo voto in più) nei confronti del Coordinatore provinciale di Massa e Carrara, circa la conduzione del PdL. Anch'io ho notato che i ruoli e le responsabilità vengono dati tenendo fra le mani la bibbia del Manuale Cencelli e non già per mèriti personali: questo a te che vieni da F.I e questo a te che hai militato in AN e altro ad altre sigle ritenute utili.
Oggi, 9 febbr. Sulle belle pagine liguri leggo con raccapriccio che nel PdL c'è la guerra per i nomi da inserire nella lista Biasotti per le regionali, 2 militanti che si dimettono ecc. Che tristezza! E che rabbia, accidenti! Noi tutti, che vogliamo essere la valida alternativa (sul piano etico) efficiente (sul piano amministrativo) produttiva (sul piano economico e delle idèe) noi, che vogliamo porci come cultura politica nuova e diversa, noi che vogliamo abbandonare gli individualismi più insaziabili, noi restii agli intrighi di bottega, noi, altro, rispetto alle deprimenti chiacchiere politichesi. Noi, come alternativa e alternanza a un centro sinistra colmo di parole, dedito storicamente all'ipocrisia per la conquista del potere in sé e per sé, noi, estranei ai giochetti della politica politicante, scaturita da ideologie obsolete che hanno prodotto solo stragi e miseria del popolo. Noi come scelta edificante rispetto a sistemi clientelari, idonei solo alla formazione di menti dedicate all'accattonaggio partitico e politico, noi come alternativa all'immobilismo governante di un centro sinistra interessato unicamente alla propria sopravvivenza. E di quanto affermo esiste un'esemplarità incontestabile, la Toscana, la splendida Toscana, ultimo baluardo mondiale di un comunismo militante e di stile sovietico (ha ragione Oliviero Toscani, che voleva candidarsi a governatore della Toscana e aveva chiesto la collaborazione del PdL, melensamente rifiutata) la Toscana, che vive come una nobile decaduta, solo sulle glorie del suo passato. La zia Evelina mi diceva «tvò vivr come la signora Laura, nobile dcaduda, l'an ga un franco, ma par chisà cos, mov l culo» («vuoi vivere come la signora Laura nobile decaduta, non ha una lira, ma sembra chissà cosa, muovi il culo»). E io sono partita all'età di 18 anni per l'Africa, imbarcandomi a Genova su una nave bananiera, perché costava poco, io unica passeggera coi marinai che mi facevano la serenata. E in Africa ho fatto scuola ai somali.
E torno al noi. Noi cosa? Noi stiamo mostrando solo il peggio di noi stessi. Non solo, disattendiamo quanto di lodevole e funzionale e lungimirante sta facendo il Governo centrale, a cominciare dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il quale una ne fa e l'altra la pensa e, per la verità, tutte in chiave d'istintualità politica di grande respiro, il quale ci mostra la sua grande apertura mentale e il suo autentico amore per il Paese Italia.
Noi, che attraverso comportamenti inidonei, cassiamo quanto sta facendo e dicendo la splendida Ministro Gelmini, rifondando la scuola di ogni ordine e grado sui temi della meritocrazia e affermando la riqualificazione e l'aggiornamento sistematico del corpo docente. Noi, che non ascoltiamo quanto sta dicendo il Ministro Brambilla, che vuole creare turismo sulle più antiche vie tracciate dall'umanità, come la via Francigena-Regia e ciò significa non solo riqualificazione della montagna, ma anche adeguata e rispettosa urbanizzazione, con tutto quel che segue in termini occupazionali.
Noi che ce ne freghiamo del Governo nazionale, per impugnare le nostre beghe locali, facendo a botte per un posto in lista o mostrando di non aver capito che un'aggregazione politica che si presenta per il governo del Paese deve essere rispettosa umile e compatta. A nostra discolpa c'è solo una denuncia da fare: l'inadeguatezza dei nostri Coordinatori nazionali, che dovrebbero essere i nostri maestri, ma giacciono, evidentemente nei loro «paradisi» raggiunti.
Basta! Diamoci una mossa e facciamo vedere la parte più luminosa di ognuno di noi, mostrando d'aver compreso i sensi i significati e le ragioni della POLITICA. Che non può essere una carriera personale, ma un generoso atto di significante partecipazione per concorrere al Governo del Paese. In questa chiave vanno vissuti ruoli e permanenze: come lavori a termine. Sarebbe forse utile andare a rileggere qualcosa di Platone. Solo attraverso l'affermazione rigorosa di certi principi, noi potremmo essere davvero coloro che metteranno le ali al nostro originale, anarchico (secondo la purezza del pensiero anarchico) passionale e bellissimo Paese Italia. Viva l'Italia!
Nicla Ghironi