Dice che adesso la Striscia è più sicura di prima, che i salari saranno pagati a tutti, che a scappare sono solo i corrotti. E sulla guerra minaccia: «Non finisce qui» «Hamas ripulirà anche la Cisgiordania» Parla Mahmoud Zahar, leader dell’ala dur

«Gaza è stata una lezione per Fatah, ma non sarà l’ultima I soldi? Ce li deve dare il governo Sennò sappiamo dove trovarli»

da Gaza

«Le vicende di Gaza sono solo un’altra sorpresa, un’altra lezione per il presidente Abu Mazen, per la sua corte di collaboratori e per gli amici di America e Israele. E non sarà l’ultima. Pensano di essere al sicuro, ma dimenticano che le operazioni suicide sono iniziate in Cisgiordania. Se continueranno così lo scontro militare potrebbe prendere il sopravvento anche lì magari fra pochi mesi».
Mahmoud Zahar se la ride. Mahmoud Zahar ora è soddisfatto. Nel 2005 dopo il ritiro israeliano da Gaza pensava di avere la vittoria in pugno. Lo sceicco Ahmed Yassin e gli altri padri fondatori del movimento erano stati fatti fuori da Israele. Restava solo lui, il leader dell’ala dura, il dirigente più vicino alle Brigate Ezzedin Al Qassam, l’ala militare del movimento. La nomina a premier del giovane Ismail Haniyeh, volto presentabile del movimento, segnarono la prima grande umiliazione. Seguita, lo scorso marzo, dall’estromissione dal governo di unità nazionale pretesa da sauditi ed egiziani. Ma ora il 62enne ex ministro degli Esteri di Hamas è tornato. A Gaza lo accusano di aver scatenato le Brigate Ezzedin Al Qassam e di aver bloccato all’ultimo minuto un accordo per la fine dei combattimenti già deciso da Ismail Haniyeh e da Abu Mazen. Ma il dottor Zahar rivendica in questa intervista al Giornale la piena legittimità dell’operazione conclusasi con la capitolazione delle forze fedeli ad Abu Mazen.
«Abbiamo ridato sicurezza alla popolazione e messo fine alle ingiustizie commesse da una banda di corrotti pagati da Usa e Israele. Gli unici a resistere sono stati gli uomini della Forza di Sicurezza Preventiva, gli altri si sono arresi senza combattere. Qualcuno va in giro a dire che il presidente Abu Mazen ha ordinato la resa per evitare spargimenti di sangue, ma è una colossale bugia. Lui sperava resistessero».
Lei parla di ordine e sicurezza, ma al valico di Eretz ci sono centinaia di persone disposte a tutto pur di fuggire ...
«Quanti sono cento, duecento? A Gaza ci sono un milione e mezzo di palestinesi, calcoli la percentuale e si chieda cosa rappresentano. Sono ex collaboratori di Israele, gente dei servizi di sicurezza di Dahlan, o persone implicate negli scontri tra clan. Chi scappa ha buoni motivi per farlo, il resto della popolazione gira e lavora tranquilla. Molto più tranquilla di prima perché abbiamo ripulito la città dai posti di blocco e sequestrato molte armi».
Avete diviso i palestinesi
«I palestinesi erano già divisi, sparpagliati tra Gaza, Cisgiordania, Israele e Paesi arabi... non è cambiato nulla».
Molti temono l’instaurazione di uno Stato islamico, o della legge islamica.
«Siete voi a spaventare la gente con questi argomenti, noi siamo il più moderato dei movimenti, non abbiamo bisogno d’imporre la legge islamica. Qui le donne scelgono da sole se indossare lo hijab (il velo islamico) oppure no... Qui la regola islamica è già in vigore e i cristiani vivono protetti e rappresentati in Parlamento. Potremo discutere di uno Stato islamico solo quando avremo uno Stato, per ora ci va bene una società islamica».
Negli uffici e negli ospedali molta gente non si presenta più al lavoro.
«L’ha ordinato Abu Mazen per mettere in crisi la nostra autorità e impedirci di rimettere in ordine l’amministrazione pubblica».
Continuerete a pagare i loro salari?
«La legge islamica vieta di togliere un giusto stipendio, ma se uno smette di lavorare perde il diritto a venir pagato...»
Come pagherete i dipendenti dell’Autorità palestinese di Gaza?
«I soldi devono per forza arrivare dalla Cisgiordania, dal governo di Abu Mazen».
Dal governo “illegittimo”?
«Se non distribuirà alla popolazione di Gaza i dollari ottenuti da America ed Europa non solo sarà illegittimo, ma anche screditato e odiato. Perderà Gaza per sempre».
E per tutto il resto, paghe dei vostri servizi di sicurezza comprese, come farete?
«Come in passato, con i soldi che abbiamo trovato».
Trovato come?
«Questi sono affari nostri... è un’intervista o un interrogatorio?»
Molti soldi arrivavano dall’Iran, dipendere da Teheran è una vittoria?
«L’Europa e l’America non sono gli unici legittimi rappresentanti della comunità internazionale, noi riceviamo soldi dall’Iran e da molti altri Paesi amici. Americani ed europei s’illudevano di farla finita con Hamas pagando Abu Mazen e Dahlan, ma non è stato così. Dovrete rassegnarvi ad accettare la grande rivolta islamica contro la vostra egemonia».