An dice sì alla lista unica in Liguria

È tornato da Roma, dalla manifestazione oceanica di piazza San Giovanni, con una convinzione assoluta: gli elettori della Casa delle libertà vogliono il centrodestra unito. «E allora - s’infiamma Alfio Barbagallo, presidente provinciale di An - diamo il segnale forte e chiaro che i nostri elettori si aspettano: presentiamoci con la lista unica del centrodestra alle amministrative di primavera in Liguria».
Allora è d’accordo con Claudio Scajola che per primo aveva lanciato l’idea?
«Sono d’accordo innanzi tutto con Silvio Berlusconi che ha ribadito ancora una volta a Roma la bontà della strategia che conduce alla costituzione del Partito delle libertà. E sono altrettanto in linea con Scajola nell’auspicare una marcia di avvicinamento che preveda la lista unica in Liguria già nel 2007».
Qualcuno, però, parla di fusione e relativa confusione...
«Niente di tutto questo. Non si tratta di presentarci subito come partito unico, né come federazione unitaria. Non parliamo affatto di fusione in un unico soggetto politico. Il progetto immediato riguarda un contenitore di tanti simboli, quanti sono i partiti del centrodestra che ci stanno».
Cioè, oltre ad An, anche Forza Italia, Lega nord, e poi? L’Udc ha preso un’altra strada.
«Pierferdinando Casini ha assunto un atteggiamento incomprensibile, e non credo che i suoi elettori siano allineati e coperti. In ogni caso, An, Forza Italia, Lega, ma anche i repubblicani e Momento liberale di Giuseppe Damasio potrebbero confluire, senza annullarsi, nella lista unica. Ne guadagnerebbe la causa del centrodestra, e ne guadagnerebbero, ne sono convinto, i singoli partiti».
Detto da un dirigente di An, un partito che ha sempre fatto dell’identità una bandiera, fa un certo effetto.
«Può darsi. Ma è anche vero che noi di An non siamo né ciechi, né sordi, né ottusi. E prendiamo atto che l’operazione lista unica non comporta affatto l’annullamento della nostra identità».
Vi siete messi d’accordo con gli altri?
«Ci riuniremo tutti entro una settimana, e metteremo a punto obiettivi e strategie. Non nego che qualcuno dovrà rinunciare a qualcosa, ma vuole mettere quello che si può guadagnare insieme?».
Devono convincersi loro, non sarà facile.
«Ma il momento è opportuno, anche per il Comune di Genova tradizionalmente rosso, e ancora di più per la Provincia. Occasioni da non perdere».
Andiamo con ordine.
«Il ragionamento è questo: a Tursi si eleggeranno anche le nuove municipalità, che avranno più poteri. Il centrodestra può vincere almeno in tre circoscrizioni, Levante, Medio Levante e Centro storico. Questo, anche se non si riuscisse a eleggere il nostro candidato sindaco, significherebbe condizionare enormemente la politica amministrativa della sinistra».
In Provincia, invece?
«Per Palazzo Spinola dovremmo candidare Biasotti, o meglio: è lui che deve accettare la candidatura. Lo so che punta alla Regione, ma può sempre stare tre anni in Provincia, operare bene e poi candidarsi in Regione nel 2010. Insomma: ora ci deve mettere la faccia, e questo può anche essergli molto utile per il futuro».
Un appello a serrare i ranghi.
«Ci guadagneremmo tutti, ne sono convinto. Ma ci vuole un gesto di responsabilità, al di fuori dei personalismi che l’elettorato non comprenderebbe. La lezione che ci viene da Roma è evidente. Guai a non impararla in fretta».