A dicembre apre il «ponte dei 15 anni»

Bertonico (Lodi)L’ennesima storia tutta italiana. Quindici anni per ricostruire un ponte manco fosse quello di Brooklyn, anche se la forma di quello nuovo lo ricorda. Si tratta di 400 metri di manufatto strallato, infatti, sospeso come quello americano, senza piloni nell'alveo dell'Adda, quindi immune alla furia delle piene. Per ricostruire quello che dal 1915 collega Bertonico, nel lodigiano, con Montodine, nel cremasco, crollato per una piena del fiume nel lontano 1994. Quindici anni fa, appunto. E da allora la storia è quella di ditte che prendono l'appalto e poi falliscono, intoppi burocratici, governi a cui non fa né caldo né freddo se la via d'accesso alla ex statale 591 che costituisce un importante collegamento tra bergamasca, piacentino e cremonese o il tratto che unisce lodigiano con cremonese sia di fatto fuori uso, almeno per i normali ritmi che lavoro e vita quotidiana impongono. Già, perchè un passaggio provvisorio arriva. E' il 1995 e di realizzarlo se ne occupa il Genio Pontieri, di stanza a Piacenza. Peccato che si tratti di un ponte bailey percorribile a senso unico alternato e a una velocità massima consentita di 10 chilometri orari. Gli anni passano. Tutto rimane com’è. È il 1998 quando Luisangela Salamina, già sindaco di Bertonico di centro sinistra, dichiara: «Assurdo che in un Paese civile si debba aspettare oltre il '98 per ricostruire un ponte crollato nel novembre '94». Peccato che parli ai «suoi»: perchè il governo è di centro sinistra. Presidente del consiglio è Romano Prodi. Dal 2000, quindi, decolla qualche lavoro. Seguono manifestazioni e presidi del centro destra contro la vergogna del ponte infinito. E tutto va talmente lentamente che la scorsa estate tecnici governativi che svolgono un sopralluogo per cercare di capire a che punto si è, denunciano un chiaro stato di degrado di elementi strutturali di quanto, fino a quel momento, realizzato e lasciato all’abbandono, perfino depredato più volte da ladri di acciaio. Insomma: tanti anni passano che tutto si sta già rovinando prima ancora di entrare in funzione. E' così che Anas deve stanziare altri 8 milioni di euro da aggiungere ai 22 già messi a disposizione. Ma adesso c'è tutta la voglia di mettere la parola fine a questo moderno scandalo all'italiana. Ed è così che la piattaforma stradale del viadotto, con due carreggiate separate di 6,50 metri l'una e formata, per ogni senso di marcia, da una corsia larga 3,75 metri, da una banchina larga 1,75 metri, da un marciapiede largo 1,45 metri e da due piste ciclabili monodirezionali larghe 1 metro e mezzo, sarà inaugurata, finalmente, il prossimo dicembre. E adesso, il neopresidente della provincia di Lodi Pietro Foroni, centro destra, dice provocatoriamente: sarebbe giusto intitolarlo «Ponte 15 anni», oppure «Ponte dei Fallimenti». «Queste denominazioni - sottolinea il politico - potrebbero ricordare a tutti la storia maledetta di quest’opera pubblica e costituire un monito per il futuro».