Dicembre nero per l’industria: giù fatturato e ordinativi

Ancora un mese nero per l’industria italiana. A dicembre il fatturato è crollato del 3,8% rispetto a novembre e del 10,3% sullo stesso mese del 2007; a picco anche gli ordinativi che sono calati del 2% su base mensile e del 15,4% su base annua. Nell’intero anno - secondo i dati Istat - il fatturato dell’industria italiana ha registrato una lieve flessione dello 0,3%, mentre gli ordinativi sono diminuiti del 3,2%.
Un 2008 decisamente da dimenticare per il settore dell’auto, mai così male dagli anni ’90, con un picco negativo a dicembre, mese in cui il fatturato del settore è precipitato del 29,6% rispetto a dicembre 2007 e gli ordinativi sono scesi del 33,3%.
Se si considera la media dell’anno, il fatturato dell’industria dell’auto è diminuito del 7,6%, il peggiore calo dal 1993, mentre gli ordinativi hanno registrato una diminuzione dell’11,4%, record negativo dal 1992. Anche se, commenta Gian Primo Quagliano, direttore del Centro Studi Promotor (Csp), «occorre considerare che in questo scenario decisamente negativo si inseriscono i provvedimenti sugli incentivi varati due settimane fa dal governo», che «dovrebbero consentire di contenere in maniera significativa le perdite». Tornando all’andamento generale, a dicembre a cedere è soprattutto il fatturato nazionale (-11,4%), mentre quello estero cala del 7,6%. Nella media 2008 il fatturato nazionale cala dello 0,5% e quello estero dello 0,1%. Al contrario, gli ordinativi registrano un calo maggiore in ambito estero (-19,7% a dicembre e -6,6% nella media 2008), mentre in ambito nazionale la riduzione è più contenuta (-13,1% a dicembre gli ordinativi nazionali, -1,3% la media 2008). Al di là dell’industria automobilistica, a dicembre nessun settore è stato risparmiato dalla crisi, ad eccezione degli alimentari, gli unici che hanno tenuto e che hanno mostrato ancora a dicembre il segno positivo, con un più 11,4% che ha tenuto a galla le vendite complessive dei beni di consumo.
Il fatturato è invece precipitato per le raffinerie di petrolio (-28,3%, complice anche il calo dei prezzi alla produzione del comparto energetico) e per l’estrazione dei minerali (-26,5%). Male anche la fabbricazione di prodotti chimici e fibre sintetiche, crollate del 18,1%, la produzione di mezzi di trasporto e quella di metallo e prodotti in metallo (entrambe -17%).