«Una dichiarazione di guerra al Comune» «No, una vittoria dei ragazzi e della città»

«La rioccupazione del Cox ha mostrato il vero volto dei centri sociali: perché questi signori di giorno vanno dal giudice a chiedere il reintegro del possesso dell’immobile, fatto già di per sé assurdo per chi ha occupato abusivamente un immobile senza mai pagare un euro. E di notte se lo prendono con la fiamma ossidrica, come fanno i rapinatori». Lo ha detto il vicesindaco di Milano Riccardo De Corato. «La prova di disprezzo della legalità dei centri sociali - spiega De Corato - ribadisce il fatto che a Milano e nel nostro Paese ci sono persone, coccolate per anni dalla sinistra, che si sentono cittadini di serie A, ovvero al di là e al di sopra della legge. Un’offesa per i comuni mortali che pagano di tasca propria se non rispettano le regole». «Peccato per loro la situazione è in realtà molto semplice e non si presta ad alcun confusione. È bene ricordare - aggiunge De Corato - che l’articolo 633 del codice penale punisce l’occupazione abusiva e la perseguibilità è d’ufficio se il fatto è commesso da più di dieci persone. Dunque il futuro del Cox è già segnato dalla legge». «La rioccupazione dello stabile di via Conchetta da parte dei bravi ragazzi dei centri sociali non è solo una sfida alle istituzioni: è un atto di terrorismo urbano organizzato. NordDestra avvierà una raccolta di firme per chiedere l’istituzione del reato». Lo annuncia l’ex assessore di Palazzo Marino Carla De Albertis. Secondo Luciano Muhlbauer, consigliere regionale del Prc, la rioccupazione del centro sociale «è una buona notizia, non soltanto per gli amici del cox 18 e dell’archivio Primo Moroni ma per tutta Milano». «Auspichiamo - aggiunge - che a Palazzo Marino si trovi la lungimiranza di scegliere la via del confronto civile». Di carattere opposto la posizione di Davide Boni, capodelegazione della Lega Nord in Regione: «È una vera e propria dichiarazione di guerra nei confronti delle istituzioni e della stessa città di Milano che conferma l’esigenza di sgomberare qualsiasi stabile occupato abusivamente».