Le dichiarazioni di due ex terroristi dell’Ira potrebbero inchiodarlo

Gerry Adams potrebbe aver organizzato un omicidio commesso dall’Ira. L’episodio che coinvolge il leader politico del Sinn Feinn risale al 1972. Secondo quanto riportato da alcuni quotidiani inglesi vi sarebbe la possibilità che nei prossimi giorni un giudice americano autorizzi la diffusione di alcune registrazioni che dimostrano la partecipazione diretta di Adams nel rapimento di Jean Mcconville che fu poi uccisa dal commando dell’Ira con un colpo di pistola alla nuca. La signora venne rapita dalla sua abitazione di Belfast perché sospettata di essere un’informatrice dell’esercito inglese, fatto che la famiglia della vittima ha sempre negato. Il suo corpo venne ritrovato soltanto nel 2003. Le accuse contro Adams, che ha sempre smentito, sono state lanciate da due appartenenti all’organizzazione terroristica intervistati da alcuni ricercatori dell'università di Boston nell'ambito di un progetto di storia orale. I soggetti in questione avevano accettato di parlare a patto che le registrazioni non fossero rese pubbliche prima della loro morte. La testimonianze erano state raccolte dal dottor Anthony McIntyre, un ex prigioniero dell’IRA ed erano state tenute al sicuro in America fino ad ora. Adesso però, in seguito alla richiesta presentata l’anno scorso dalla polizia nordirlandese che ancora investiga sul caso, il giudice William Young ha voluto ascoltarle per decidere se fosse opportuno farle conoscere all’opinione pubblica e agli inquirenti. In una delle interviste raccolte dai ricercatori statunitensi, l’ex comandante del gruppo dell’Ira di Belfast, Brendan Hughes, morto tre anni fa, sostiene che fu proprio Adams a coordinare l’unità che rapì la signora. Gli investigatori vogliono inoltre ascoltare le interviste rilasciate da Dolours Price che prese parte all'attentato di Old Bailey del 1973 e che sembra aver partecipato ad altri crimini rimasti irrisolti. Hughes ha poi affermato che Adams ordinò l’uccisione di un membro dell’organizzazione, Patrick Crawford la cui morte era stata ritenuta un suicidio.