Diciannove stupri in 4 mesi «Siamo preda degli stranieri»

Sono i numeri di un allarme. Quattro mesi, diciannove violenze sessuali a Milano e provincia. Una ogni settimana. L’ultima soltanto ieri. La furia del branco, questa volta, ha colpito a Sesto san Giovanni, dove una ragazza di 26 anni è stata stuprata da quattro persone - probabilmente di origine slava, ora ricercati dagli agenti della Squadra mobile - mentre il fidanzato veniva picchiato e immobilizzato. «Li hanno massacrati, lui non riusciva neanche a camminare ed era una maschera di sangue», hanno raccontato i primi soccorritori. La giovane, invece, «era sotto choc, voleva telefonare a casa per parlare con i suoi genitori ma non ricordava nemmeno il numero». Sulla provenienza dei suoi aguzzini, però, non ha avuto dubbi. «Non erano italiani». Slavi, quasi sicuramente. A confermare una preoccupante tendenza: sulle 19 violenze, infatti, diciassette sono state commesse da stranieri.
Un dato raccolto e rilanciato dal vicesindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato. «La nuova barbara violenza sessuale compiuta a Sesto San Giovanni da una banda di stranieri - attacca De Corato - ripropone con forza la pericolosità di certi soggetti, spesso clandestini, e in particolare di quelli che provengono dall’Est ma anche dal Nord Africa, maggiori responsabili di reati violenti e predatori a Milano e hinterland». Qualche numero. «Su 19 stupri commessi a Milano da inizio anno, 17 hanno come responsabili autori non italiani. E sul piano della criminalità e di altri reati gli stranieri denunciati o arrestati da inizio anno in città hanno superato il migliaio». Il vicesindaco, poi, torna sulla violenza di Sesto. «Dalle prime indagini sembra che i componenti della banda fossero slavi. Fatto che non stupirebbe, perché troppo violenze con finalità predatorie o sessuali sono commesse da stranieri dell’Est». L’assessore alla Sicurezza cita il rapporto del Viminale, secondo cui «romeni, albanesi e marocchini sono ai primi tre posti per numero di denunciati o arrestati. Ed erano sempre albanesi, clandestini e già espulsi - aggiunge ancora De Corato -, i rapinatori che hanno picchiato il povero orefice a Cinisello».
Se Palazzo Marino insiste sulla matrice straniera dei delitti, Palazzo Isimbardi attacca il governo. «È ora di finirla con gli annunci». Filippo Penati, presidente della Provincia, interviene dal corteo per il 25 Aprile. «Maroni venga a Milano e porti dei fatti concreti, porti veramente degli uomini delle Forze dell’Ordine per avere più sicurezza». Quanto fatto finora, secondo Penati, non è sufficiente. «Rinnovo l’invito fatto a suo tempo al ministro Maroni e al prefetto di Milano, GianValerio Lombardi, di convocare quanto prima il tavolo Milano per l’Ordine e la sicurezza. Il governo - conclude l’inquilino di Palazzo Isimbardi - non fugga dalle sue responsabilità».
Per Alessandra Tabacco, capogruppo del Lega Nord a sesto San Giovanni, «si tratta di un fatto gravissimo. Chiederò al sindaco di prendersi le sue responsabilità per garantire la sicurezza di aree della città lasciate al degrado e di risolvere il problema dei campi rom abusivi, che qui esistono da anni. E soprattutto, faccio un semplice appello: che i responsabili di questa orrenda violenza siano espulsi subito».