Diciotto anni all’omicida del tassista

da Alessandria

L'ex guardia giurata Aldo Montessoro è stato condannato a 18 anni di reclusione, con il rito abbreviato, per l'omicidio del tassista genovese Alessandro Garaventa, avvenuto il 23 giugno del 2004. Il pm aveva chiesto vent'anni. La sentenza è stata letta nel primo pomeriggio di ieri dal gup Alessia Solombrini. In aula erano presenti i congiunti della vittima, il padre Angelo, la madre Franca, la sorella Antonella e la moglie Tiziana. «Non mi interessa la pena - è stata la reazione di Montessoro - la mia vita è finita quella sera, quando ho distrutto due famiglie».
L'ex guardia giurata dovrà risarcire la vedova della vittima e la figlia, nata dopo la morte di Garaventa, e il padre.
Il pubblico ministero di Alessandria, Riccardo Ghio, aveva chiesto una condanna a 20 anni e l' ha definito un «brutto delitto». Ricostruendo le ultime ore di vita della vittima (da quando Montessoro salì sul taxi a Genova), Ghio ha ricordato che l' imputato ha cercato di evitare la cattura fuggendo in Francia, dove è stato arrestato nell' ottobre del 2004, e come non si possano invocare attenuanti per lo stato mentale dell' omicida, visto che lo stesso gip aveva respinto la richiesta di perizia psichiatrica ritenendo che non ci fossero gli elementi per farla.
Una trentina di tassisti genovesi è arrivata in auto per dimostrare solidarietà alla famiglia del collega ucciso. Ci sono anche tre guardie giurate dell' ospedale San Martino di Genova, ex compagni di lavoro dell' omicida.
Montessoro, raccontò agli inquirenti di avere preso a Genova il taxi per raggiungere una località dell' Alessandrino in cui intendeva uccidersi. Giunto a Monterotondo di Gavi ebbe una discussione con Garaventa che, vista la tarda ora (era mezzanotte), lo invitava a indicare una meta precisa. L' ex guardia giurata freddò il taxista con quattro colpi di pistola.