Diciotto giorni di buio poi il macabro epilogo

da Milano

Il mistero s’è chiuso ieri mattina presto. Raccapricciante quello che hanno visto gli uomini del corpo forestale. C’è voluto un po’ di tempo, visto come erano ridotti quei cadaveri, per capire che i resti racchiusi nei sacchi dell’immondizia appartenevano ai coniugi Donegani, spariti 18 giorni prima da Brescia.
L’ultima spesa. Era il 30 luglio scorso, sabato. Aldo Donegani, 77 anni e Luisa Deleo, 61, vengono visti assieme per l’ultima volta. Sono vicini a casa e stanno andando a fare la spesa al solito supermercato, due passi dal loro appartamento di via Ugolini, alla periferia di Brescia. Un quartiere tranquillo quello di Sant’Anna, dove i due coniugi risiedono. Al supermercato acquistano anche qualcosa per l’amico Ferruccio, che li aspetta per sera. Ma i due, dall’amico, non arriveranno mai.
La Messa saltata. Il giorno dopo, domenica, si pensa che i due si faranno vedere, come tutte le domeniche, a Messa. Vanno sempre nella chiesa di Castrezza perché lì sono di casa e sono amici intimi di don Mario. Ma la coppia diserta anche la chiesa. Qualcuno inizia a preoccuparsi.
L’allarme del nipote. Lunedì 1 agosto partono le ricerche. Uno dei nipoti della coppia, il carabiniere Luciano Deleo, arriva dalle Marche per trascorrere qualche giorno con gli zii ma non trova nessuno. Preoccupato dalla strana assenza, l'uomo avverte i vigili del fuoco, che forzano la porta ed entrano nella casa della coppia. Nell'abitazione è tutto in ordine: finestre chiuse, chiavi della macchina nel cruscotto, i resti di un pranzo nel forno. Scatta l’allarme, partono le ricerche. Gli investigatori interrogano un nipote della coppia, Guglielmo Gatti, 41 anni, che vive al primo piano della villetta degli zii. Si fanno le prime ipotesi: omicidio, allontanamento volontario, incidente in montagna.
Il lago prosciugato. Per una settimana si setacciano le zone frequentate dai due. Senza esito. Dei Donegani, nessuna traccia. Le indagini proseguono su vari fronti, ma senza risultati concreti. Dai controlli sui conti bancari non emerge nessun movimento sospetto mentre dalle analisi della scientifica nell’appartamento di via Ugolini, non emerge nulla di utile. Senza esito anche la perquisizione di una casa in Valtellina, frequentata dalla coppia. Un laghetto nei pressi di Brescia, in località la Fantasina, dove i Donegani si recavano spesso a passeggiare, viene prosciugato e dragato alla ricerca di indizi: invano. Nemmeno i ripetuti interrogatori a cui viene sottoposto Guglielmo Gatti, taciturno e solitario, chiariscono il mistero.
La segnalazione in Ungheria. Sabato 13 agosto il mistero si infittisce. Anche se l’ipotesi della scomparsa volontaria è sempre più debole, le segnalazioni di gente che afferma di aver incontrato la coppia aumentano. Una li vuole addirittura in Ungheria. Partono le indagini, ma anche questa volta senza esiti. Le ricerche condotte nel fiume Mello, nel lago d'Iseo, e nelle altre zone frequentate dai Donegani per le escursioni, non portano a nulla. Infruttuosi anche i rilievi condotti nella casa di via Ugolini alla ricerca di tracce di sangue. Dall’appartamento, tuttavia, sarebbero sparite alcune pistole (regolarmente denunciate) e la macchina fotografica usata dai coniugi durante l'ultima vacanza nelle Marche. Ieri, con il ritrovamento di quei sacchi dell’immondizia, la fine del mistero.