Diciotto mesi di tormentone Poi le nozze

da Milano

Ci sono voluti 18 mesi per la fusione Suez-Gdf. Ecco le tappe principali della vicenda:
21-22 febbraio 2006: l’Enel annuncia che è pronta a lanciare un’Opa su Suez. L’obiettivo è la divisione belga Electrabel.
25 febbraio 2006:il primo ministro francese Dominique de Villepin annuncia il piano di fusione tra Suez e Gaz de France, una mossa per contrastare un’eventuale Opa Enel.
26 febbraio 2006: primo via libera dei rispettivi cda alla fusione tra Suez e Gdf.
2 marzo 2006: l’Ue annuncia di aver ricevuto dall’Enel il documento che ricostruisce i passaggi della vicenda che ha portato il governo francese a sostenere la fusione tra Suez e Gaz de France per stoppare le mire del gruppo elettrico italiano.
8 marzo 2006: i sindacati francesi proclamano lo sciopero per il 23 marzo contro il piano di fusione Suez-Gdf.
16 maggio 2006: primo via libera Ue alla fusione Suez-Gdf.
14-15 giugno 2006: il ministro delle Finanze Thierry Breton presenta la fusione e il piano di privatizzazione di Gdf al Parlamento.
28 giugno 2006: il gabinetto francese approva il decreto di privatizzazione di Gdf.
19 agosto 2006: dichiarazione di addebiti della Commissione Ue alla Francia per la fusione Suez-Gdf. Secondo Bruxelles l’operazione pregiudica la concorrenza nei mercati energetici di Francia e Belgio.
14 novembre 2006: via libera condizionato della Commissione Ue alla fusione.
maggio 2007: la vittoria di Nicolas Sarkozy alle elezioni presidenziali dà nuovo impulso al piano di fusione Suez-Gdf.