Dico, i ministri vanno in piazza ma anche lì l’Unione si divide

Sabato a Roma sfilata con Ferrero, Pecoraro e forse la Pollastrini Pronto il controcorteo per la famiglia

Roma - Il centrosinistra non riesce a trovare un accordo sui diritti da assegnare alle coppie di fatto? Ministri, deputati e senatori, invece di cercare una soluzione politica in Parlamento, scendono in piazza. Piovono le adesioni dai rappresentanti dell’Unione alla manifestazione organizzata per sabato in piazza Farnese. «Sveglia, Diritti ora» lo slogan del corteo a favore del disegno di legge sulle convivenze, Dico. Iniziativa presentata dal coordinatore Alessandro Zan, Vladimir Luxuria di Rifondazione e il diessino Franco Grillini, il presidente onorario di Arcigay, che ieri ha portato con sé a Montecitorio un cilicio. Una provocazione, spiega lo stesso Grillini, che vuole essere «la metafora dell’atteggiamento delle gerarchie ecclesiastiche, che vogliono imporre a tutti gli italiani un cilicio mentale». Nel centrosinistra c’è anche chi la pensa diversamente. Sia chi ritiene sbagliato protestare in piazza se si ricopre un ruolo istituzionale, come i senatori dell’Ulivo Cesare Salvi e Anna Finocchiaro. E sia chi manifesterà, ma sul fronte opposto, scendendo in piazza per il Family Day, organizzato dalle associazioni cattoliche, come il ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni.

Grillini, pur ammettendo che «la partecipazione alla manifestazione è un fatto libero», condanna chi non sarà sabato in piazza. «Chi sarà assente sarà ingiustificato, quella è una manifestazione per la libertà di tutti, che chiede al Parlamento una buona legge sulle coppie di fatto - dice Grillini -. E soprattutto chiede al Vaticano di smettere di pretendere di trasformare la propria agenda politica in agenda politica dello Stato italiano, che è uno Stato sovrano».
Insomma gli organizzatori sono pronti a contare amici e nemici e questa manifestazione rischia di trasformarsi nella celebrazione delle esequie del Partito Democratico prima ancora che nasca. In piazza Farnese hanno garantito la loro presenza il ministro Alfonso Pecoraro Scanio e quello della Solidarietà sociale Paolo Ferrero mentre quello delle Pari Opportunità, Barbara Pollastrini, è ancora in forse. Poi i sottosegretari Luigi Manconi e Chiara Acciarini e i vicepresidenti di Senato e Camera Gavino Angius e Claudio Leoni, i gruppi parlamentari di Rifondazione, Verdi e Pdci, mentre fra i leader di partito ci sarà Enrico Boselli per la Rosa nel pugno insieme a Roberto Villetti. Marco Pannella guiderà la delegazione dei Radicali con Marco Cappato e Rita Bernardini. Dal centrodestra, uniche adesioni certe quelle dei liberali riformatori Benedetto Della Vedova e Marco Taradash. Gli organizzatori assicurano che il clima sarà quello di una festa nazionalpopolare dai toni moderati con gran finale affidato al fresco vincitore di Sanremo, Simone Cristicchi.

Non usa un tono moderato però il giornalista Alessandro Cecchi Paone che parla di «una grande festa di liberazione, non solo per gli omosessuali o per i laici ma per tutti gli italiani, perché festeggeremo la fine del regno di Camillo Ruini e la liberazione dalla dittatura del monsignore che ha fatto degli spaventosi danni».
Un attacco «violento» che secondo Francesco Giro, coordinatore regionale di Forza Italia, dimostra «che la manifestazione patrocinata dal Comune di Roma non sarà, come abbiamo sentito dire, una iniziativa pacifica e positiva, ma una chiamata alle armi contro i valori dei moderati e dei cattolici».