Dico, l’Unione perde i pezzi Udeur per il «no» a Prodi

Regione, slitta a domani il voto contro il governo Troppi assessori assenti: seduta del consiglio sospesa

(...) All’ordine del giorno, ieri, c’era infatti la mozione presentata due mesi fa da Alessio Saso e Gianni Plinio di An in cui si chiede alla giunta Burlando di battersi perché famiglie di fatto e famiglie fondate sul matrimonio non siano tratte allo stesso modo. In pratica, un «no» ai Dico, le Dichiarazioni di convivenza alle quali il governo ha dato il via libera scontentando gli esponenti cattolici della maggioranza e scatenando le proteste di vescovi e movimenti.
La discussione si è accesa anche in aula e alla fine il voto è stato rinviato a domani. «Le mozioni, da regolamento, devono riguardare temi di competenza regionale e non è questo il caso» ha spiegato il presidente Ronzitti. «Allora ritiro la mozione e la trasformo in ordine del giorno, purché sia discussa subito» ha replicato Saso, deciso ad arrivare a un voto sul quale la maggioranza di centrosinistra si sarebbe quasi certamente spaccata. «L’argomento è cambiato nella forma, ma non nella sostanza - precisa il consigliere di An - Quando ho scritto la mozione si parlava di Pacs, oggi dei Dico. Se non votate - ha detto rivolto ai consiglieri dell’Unione - si può parlare di fuga politica». Alla fine si è raggiunto un compromesso: l’ordine del giorno sui Dico si discuterà, ma domani. «Così si danno 48 ore di ossigeno a una maggioranza lacerata, è comunque un successo politico poterlo votare in aula» il commento finale di Saso.
E per domani si prevedono scintille. I consiglieri di centro dell’Unione sono intenzionati a presentare un loro ordine del giorno, «naturalmente a sostegno della famiglia, mi sembra il minimo...» conferma Giovanni Paladini (Ulivo) prima di lasciare l’aula. «Nel testo diremo che ci opponiamo alla parificazione fra famiglia fondata sul matrimonio e altre forme di convivenze - aggiunge Roberta Gasco dell’Udeur-. La Liguria deve esprimere il proprio “no” al disegno di legge del governo».
L’Udc va invece all’attacco della Margherita: «Emerge l’incoerenza di alcuni suoi esponenti che si richiamano ai valori della famiglia tradizionale solo in occasione delle tornate elettorali - incalzano Matteo Marcenaro e Nicola Abbundo-. La maggioranza dimostra la sua inconsistenza quando il dibattito si accosta ai grandi temi che riguardano le coscienze e l’impianto sociale del Paese».
Non si è parlato solo di Dico, ieri in consiglio. Forza Italia prosegue la battaglia contro le spese esagerate della giunta. Le richieste di spiegazioni di Matteo Rosso e Luigi Morgillo si sono concentrate su due progetti finanziati a dicembre con 70mila euro.
Si è partiti dai 48mila euro («più 6mila di spese») per l’estensione delle etichette del basilico. «Si deve sperimentare un prodotto fitosanitario contro i parassiti che hanno danneggiato le coltivazioni di basilico» ha spiegato l’assessore Pittaluga (Finanze), rispondendo al posto del collega Cassini, assente. «Preoccupa che nel testo della delibera si parla di “importi indicativi” - riprende Rosso-. Si preannuncia che i soldi stanziati non basteranno?». Forza Italia chiede spiegazioni anche sull’accordo fra la Regione e l’università di Torino per degli studi sulla vendemmia 2006-2007. «Lo rinnoviamo da tre anni, a Torino ci sono dei luminari, è un aiuto alle nostre aziende» spiega Pittaluga. Replica Rosso: «Continuiamo a spendere soldi (18mila euro in questo caso) senza valorizzare i centri liguri, come il Laboratorio regionale di analisi dei terreni e delle produzioni vegetali. C’è qualcosa che non va».