Dico, Mastella e i rutelliani al corteo

"Family day" il 12 maggio a Roma. I promotori: riconoscimento
convivenze è incostituzionale. La provocazione degli omosessuali: ci saremo

Roma - Non «Family Day» ma «Più Famiglia»: è questo il titolo del grande happening romano in favore della famiglia che si terrà a Roma, in piazza San Giovanni, il 12 maggio. Ieri è stato licenziato il testo del manifesto preparato da un comitato di saggi: «Ciò che è bene per la famiglia è bene per il Paese», scrivono i firmatari (il Forum delle famiglie, associazioni e movimenti cattolici, dalle Acli a Cl, dall’Azione cattolica ai Neocatecumenali).
«La famiglia - si legge - ha meritato e tuttora esige tutela giuridica pubblica, proprio in quanto cellula naturale della società e nucleo originario che custodisce le radici più profonde della nostra comune umanità e forma alla responsabilità sociale». «Senza un legame stabile di un padre e di una madre - continuano i firmatari - senza un’esperienza di rapporti fraterni, crescono le difficoltà di elaborare un’identità personale... Aiutiamo i giovani a fare famiglia». Poi l’appello: «Chiediamo al Parlamento di attivare - da subito - un progetto organico e incisivo di politiche sociali in favore della famiglia». Non ci sono accenni antigovernativi, anche se i riferimenti ai Dico sono chiarissimi: «L’emergere di nuovi bisogni merita di essere attentamente considerato - continua il manifesto - ma auspichiamo che il legislatore non confonda le istanze delle persone conviventi con le esigenze specifiche della famiglia fondata sul matrimonio e dei suoi membri. Le esperienze di convivenza... non necessitano di un riconoscimento pubblico che porterebbe inevitabilmente a istituzionalizzare diversi e inaccettabili modelli di famiglia, in aperto contrasto con il dettato costituzionale».
«Come cittadini e come cattolici - conclude il testo sottoscritto dalle associazioni cattoliche - affermiamo che ciò che è bene per la famiglia è bene per il Paese. Perciò la difenderemo con le modalità più opportune da ogni tentativo di indebolirla sul piano sociale, culturale o legislativo. E chiederemo politiche sociali audaci e impegnative. Il nostro è un grande sì alla famiglia che, siamo certi, incontra la ragione e il cuore degli italiani».
«È stata una riunione tranquilla - spiega al Giornale Paola Soave, vicepresidente del Forum - non ci sono state divergenze sul contenuto del manifesto, che a parte qualche minimo ritocco è rimasto uguale alla bozza proposta dai saggi». Le associazioni cattoliche non hanno ricevuto frenate dalla Segreteria di Stato: «Non ci sono mai stati veti - continua Paola Soave - ma solo l’invito a non prestare il fianco a strumentalizzazioni politiche. Sarà un incontro aperto a tutti, cattolici e laici». L’organizzazione della manifestazione è affidata al Forum delle famiglie. Il presidente della Cei Angelo Bagnasco ha commentato: «È una iniziativa che è nata dal cuore dei laici. Ha naturalmente tutto l’appoggio e il consenso da parte dei vescovi». «Non inviteremo alcun politico», ha dichiarato il presidente delle Acli Andrea Olivero. Fin dal primo annuncio ufficiale, però, le adesioni non si sono fatte attendere. Il ministro Guardasigilli, Clemente Mastella, ha fatto sapere che parteciperà. Mentre sottoscrive l’appello dei promotori anche il ministro Rosi Bindi: «Il sì alla famiglia incontra il cuore e la ragione del ministro della famiglia».
Aderisce An che, informa il senatore Riccardo Pedrizzi, «sottoscrive il manifesto». Anche i Teodem Paola Binetti, Luigi Bobba ed Enzo Carra annunciano di unirsi «al manifesto sulla famiglia», mentre Mantovano (An) invita i politici a non strumentalizzare l’happening. A sorpresa, aderiscono pure le associazioni gay: «Anche le nostre sono famiglie italiane». Ma Franco Grillini, presidente onorario dell’Arcigay dice: «A 15 giorni dalle elezioni amministrative si organizza la prima manifestazione familista della storia vaticana».