«Dico no all’alleato Grillini: non vogliamo le unioni civili»

Tra le novità l’incarico alla Finocchiaro che guiderà i senatori dell’Ulivo

Francesca Angeli

da Roma

«No ai Pacs, non sono nel programma e non si faranno». Corti capelli argentei, tailleur austero, occhiali, niente trucco. L’elezione a Palazzo Madama della professoressa Paola Binetti, docente di Storia della Medicina, nelle file della Margherita non ha destato curiosità. Niente flash dei fotografi per immortalare la sua scelta di stile per il primo giorno da senatrice. Anche lei è alla sua prima legislatura ma le telecamere erano puntate da un’altra parte per catturare i particolari del tailleur in stile «Nilde Iotti?» di Vladimir Luxuria e le scarpe da ginnastica di Francesco Caruso, entrambi di Rifondazione. Eppure politicamente è la Binetti che fino ad ora può vantare nel suo curriculum una partita importante vinta visto che è l’ex presidentessa del Comitato Scienza e Vita. Comitato nato per difendere la legge 40 sulla fecondazione assistita ed affossare il referendum abrogativo voluto da radicali, Quercia, Rifondazione e Comunisti italiani. Obbiettivo pienamente centrato con conseguenti mal di pancia dei promotori. Prima della sua elezione la Binetti ha fatto promesse molto precise ai suoi potenziali elettori cattolici. Anzi ha scritto loro una lettera aperta insieme con l’ex presidente della Acli, Luigi Bobba, per rassicurarli sul fatto che saranno loro i garanti di principi etici che, anche in politica, non sono «negoziabili».
Senatrice Binetti che fine hanno fatto i cattolici del centrosinistra?
«I cattolici ci sono e si faranno sentire anche perché è proprio la forte presenza dei cattolici in entrambi gli schieramenti a garantire una grande libertà».
Ma si sente soltanto la voce di chi parla più forte e per primo.
«La prudenza è l’arte del buon governo. Ma la prudenza non è certamente assenza. I cattolici si sentiranno. Per quello che mi riguarda in questo momento ci sono altre priorità. Aspettiamo quando saremo tutti insediati nelle Commissioni e poi parleremo».
Il diessino Franco Grillini ha già depositato una proposta di legge per l’attuazione dei Patti civili di solidarietà, il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto.
«Non ci sono i Pacs nel programma dell’Ulivo. L’attuazione dei patti civili è fuori dall’accordo e dunque non si faranno».
Romano Prodi ribadisce di volersi attenere al programma e che non ci sarà confusione fra riconoscimento dei diritti e matrimonio. Ma il progetto di legge di Grillini invece va proprio in quella direzione.
«I Pacs non si faranno e la proposta di Grillini, subito dopo le elezioni, cade in un momento di grande difficoltà. Stiamo attraversando un frangente delicato durante il quale occorre fare in modo che tutte le forze del centrosinistra convergano su obbiettivi comuni e condivisi. Perché puntare invece a mettere in evidenza temi che esaltano le divisioni? Insistere ora su questo tema non soltanto è sbagliato ed inutile ma anche politicamente inopportuno».
Perché?
«Appuntamenti cruciali come l’incarico al capo del governo e l’elezione del presidente della Repubblica non possono essere affrontati da un centrosinistra diviso. La maggioranza ha l’assoluta necessità di mostrarsi unita. Occorre una strategia comune. Se invece cominciamo a smarcarci l’uno con l’altro non facciamo che evidenziare i contrasti ed è un grosso rischio per la coalizione. Direi che è una questione di responsabilità».
Quali e quanti no sarete in grado di opporre alle richieste dei vosti alleati?
«Il nostro primo obbiettivo sono le iniziative propositive: leggi a favore della famiglia. Interventi di carattere strutturale come per esempio la battaglia per gli asili nido. Non voglio fare una politica contro, ma una politica autentica. Comunque saremo in grado di dire tutti i no che serviranno».
Vuole dare un consiglio al suo alleato Grillini?
«Abbiate pazienza. Quando sarà il momento studieremo insieme un modo per riconoscere i diritti individuali nelle coppie conviventi. Adesso non abbiamo bisogno di litigare».