Dico sì al «patto della trattoria»

Europee 2009 – Regionali 2010. Bisogna essere precursori per arrivare preparati a tali appuntamenti. E quindi plaudo al tanto vituperato «patto della trattoria». Un partito unico non si crea dall’oggi al domani e bisogna fare tesoro anche degli errori commessi in tal proposito dal Pd. La fusione a freddo ha allontanato la base, scontentato i quadri, fatto scappare gli elettori della ex margherita, fatto estinguere il partito comunista. In Liguria «bisogna seminare» per raccogliere i frutti quando poi è il momento giusto. Capisco l’ambizione dei politici, capisco che in assenza di regole nazionali chiunque si senta in diritto di cercare di portare acqua al suo mulino. Ma, il Popolo della Libertà non deve trovare ostacoli nelle segreterie dei partiti e nei membri effettivi che le costituiscono. Con la partenza per Roma di Scandroglio Cassinelli Biasotti Musso, a Genova e nella regione Liguria manca la figura di «coordinatore dei partiti che costituiscono il Popolo delle Libertà».
Compito arduo, che potrebbe essere ricoperto provvisoriamente da Renata Oliveri e/o da Alessandro Gianmoena. Il tempo è tiranno e se non si amalgama l’esistente oggi, poi è difficile alle scadenze elettorali presentarsi uniti.
I distinguo dei consiglieri Raffaella Della Bianca e Luigi Morgillo, lo spezzatino creatosi in Regione, Provincia e Comune che, con gruppi consiliari ancora separati, non danno seguito al voto nazionale degli Italiani.
Abbiamo bisogno di tutti per vincere. Ma, solo uniti in un unico partito possiamo sperare di battere quell’armata brancaleone composta dalla Vincenzi e da Burlando. Speriamo che qualcuno si occupi al più presto del problema.
Non vorrei veder naufragare una possibile vittoria per delle beghe da bottegai.
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