Dico, la sinistra dell'Unione boicotta la Bindi: ci discrimina, niente convegno

Unione sempre più disunita sui Dico. Lo scontro si riaccende. Verdi, Pdci, Rifondazione, Rosa nel pugno e Sinistra democratica rompono gli indugi e preannunciano che non prenderanno parte alla conferenza governativa in programma domani a Firenze

Roma - A sinsitra non si placano le polemiche intorno ai Dico. Anzi, lo scontro si riaccende e vede protagonisti la sinistra dell'Unione e il ministro della Margherita Rosi Bindi. I parlamentari della sinistra boicotteranno il convegno di domani a Firenze. «Non parteciperemo alla Conferenza governativa di Firenze sulla famiglia perché la decisione del ministro Bindi di non invitare le famiglie di fatto è, oltre che profondamente errata, una discriminazione che impedisce alla Conferenza di rappresentare davvero un luogo di confronto tra opinioni diverse».

Lo affermano in una nota congiunta i capigruppo del Senato Giovanni Russo Spena (Prc),Manuela Palermi (Verdi- Pdci), Cesare Salvi (Sd) e i capigruppo della Camera Angelo Bonelli (Verdi), Titti Di Salvo (Sd), Gennaro Migliore (Prc), Pino Sgobio (Pdci) e Roberto Villetti (Rnp). «In primo luogo, infatti, la decisione e le modalità stesse dell’ annuncio hanno volutamente avuto un carattere discriminatorio e offensivo nei confronti degli omosessuali. In secondo luogo, le politiche a favore delle famiglie, in particolare di quelle povere, non devono discriminare tra famiglie legittime e famiglie di fatto. Tutta la recente legislazione italiana prevede che i benefici siano concessi ai nuclei familiari, indipendentemente dall’esistenza o meno di un matrimonio, e lo stesso vale per i doveri, come previsto per esempio per il cosiddetto redditometro dal decreto legislativo n.130/2000. Un’impostazione diversa sarebbe, a nostro avviso, regressiva e in contrasto con la Costituzione».

«Gli interlocutori sociali e i destinatari giuridici delle misure preventivate non possono non essere tutte le forme di convivenza, senza che ciò comporti equiparazione con il matrimonio e a prescindere dal destino dei disegni di legge sulle unioni civili, attualmente all’esame del Parlamento. Auspichiamo che il ministro Bindi possa avviare un percorso di confronto con le realtà rappresentative delle famiglie di fatto, che consenta di stabilire un rapporto paritario in materia di diritti nel nostro Paese», conclude la lettera.