Dieci anni di polemiche per la via a Bettino

Craxi era morto da dieci mesi quando i due figli Stefania e
Bobo,  gettarono garofani nella
fontana di piazza del Castello per dare simbolicamente l'avvio
a una raccolta di firme per intitolargli la
fontana. E da allora si sono moltiplicate le proposte di intitolazione
di targhe e di vie all'ex presidente del Consiglio

Bettino Craxi era morto da dieci mesi quando i due figli, Stefania e Bobo, insieme, nell'ottobre del 2000, gettarono alcuni garofani nella fontana di piazza del Castello a Milano per dare simbolicamente l'avvio a una raccolta di firme per intitolare all'ex segretario del Psi la fontana. E da allora si sono moltiplicate le proposte di intitolazione di targhe e di vie all'ex presidente del Consiglio, morto ad Hammamet il 19 gennaio 2000: tutte regolarmente fallite. Nel 2004 Roberto Caputo, allora presidente del Consiglio provinciale in quota Forza Italia, propose di intitolargli via dell'Innovazione, nel quartiere Bicocca. E anche oggi, da consigliere provinciale del Pd, rinnova la sua proposta visto che il sindaco di Milano Letizia Moratti ha deciso di dedicargli una via o un parco. Nel 2005 la giunta comunale di Gabriele Albertini approvò la posa di una targa davanti allo storico studio di Craxi al 19 di piazza Duomo. Antonio Di Pietro si disse d'accordo con la targa purché si scrivessero "i titoli di quand'era in vita: politico e latitante". Chi invece bocciò l'idea fu il consiglio comunale: diede l'ok a una mozione chiedendo al sindaco di ritirare la decisione. Fu poi Vittorio Sgarbi nel 2007 ad assicurare l'intitolazione di una via a Craxi, ma neanche l'allora assessore alla Cultura riuscì nel suo intento. E per evitare polemiche il sindaco Moratti chiese un'ulteriore riflessione. Ma è stata proprio Letizia Moratti a sbloccare la situazione come i due figli hanno continuato a chiedere negli anni. Ad ottobre spiegò che bisognava aspettare dieci anni dalla morte per intitolargli una via, e i dieci anni scatteranno proprio il prossimo 19 gennaio.