Dieci anni di stragi E la causa è sempre un mezzo pesante

Passano gli anni, ma la situazione non migliora. Con la sua lunga scia di morti, l’A4 Torino-Venezia si è ormai guadagnata il triste primato di autostrada più pericolosa d’Italia. Troppe le macchine che ogni giorno intasano l’arteria, rivelatasi drammaticamente incapace di sostenere il traffico eccessivo. Troppi soprattutto i mezzi pesanti: pullman, furgoni e camion, molti dei quali provenienti dall’Europa dell’Est, spesso protagonisti degli episodi più gravi.
Per rendersene conto basta scorrere il lungo elenco di incidenti avvenuti sull’A4 negli ultimi dieci anni. Novembre 1999: un tir impazzito invade la corsia opposta all’altezza di Milano-Certosa, provocando un morto e tredici feriti. Cinque mesi dopo due fidanzati perdono la vita a poca distanza da Dalmine. Questa volta il colpevole è un pullman, che ha urtato la loro vettura.
Il 2003 è uno degli anni peggiori. A marzo, in un maxitamponamento tra Cessalto e Noventa, muoiono 13 persone: un’autocisterna tampona due autotreni e viene investita da altri due tir. Tra gli indagati c’è un camionista della Repubblica Ceca. A settembre, l’A4 fa altre due vittime: nell’incidente, avvenuto tra Bergamo e Dalmine, sono coinvolti quattro autoarticolati e un pullman. L’anno successivo scompare un’intera famiglia olandese: la Citroën sulla quale i quattro viaggiano sbanda poco lontano dal casello di Ospitaletto e si schianta contro un tir fermo in una piazzola di sosta. Infine, nel 2007, all’altezza di Sesto San Giovanni, una ruota «persa» da un camion centra un furgone nella corsia opposta, che si scontra con un auto. Ancora una vittima e tre feriti.