LE DIECI, CENTO, MILLE NASSIRIYA DELL’UNIONE

Confesso. Ho aspettato qualche giorno prima di scrivere questo articolo. Perchè speravo che, in qualche modo, si fossero sbagliati. Che, magari, quel giorno, avessero avuto poco spazio. E pensassero di recuperare l’indomani o il giorno dopo ancora o il terzo giorno. Invece, niente. Solo pochissime righe sul Secolo e silenzio altrove.
Insomma, se un genovese avesse voluto leggere la notizia che il Consiglio Provinciale ha bocciato la proposta di Alleanza Nazionale di dedicare la sala della minoranza ai caduti di Nassiriya, avrebbe potuto trovarla solo su queste pagine. La cronaca il primo giorno, un editoriale del vicecapogruppo azzurro Lorenzo Zito poi. Rigorosamente in prima pagina. É vero, succede sempre così. Ma non riusciamo ad abituarci.
Ecco, io penso che sia un segno grave. Per l’informazione e per Genova e la Liguria. Perchè si può mettere in dubbio tutto, si può essere di parte, si può non pensarla allo stesso modo su tante cose. Ad esempio, su Fabrizio Quattrocchi. Da queste colonne, noi abbiamo fatto una campagna fortissima perchè, prima e dopo la medaglia d’oro di Ciampi, avesse anche una strada a Genova. La sua città ha deciso diversamente. Per me è vergognoso, ma è legittimo. Al limite, si può anche mettere in piedi un dibattito sul fatto che fosse andato in Iraq per lavoro, scegliendo il rischio.
Ma i martiri di Nassiriya? Tranne per i dementi che urlano slogan vergognosi nei cortei, sono il simbolo di quella che dovrebbe essere la memoria condivisa. E allora che problema c’è a dedicare loro una sala della Provincia di Genova? Per di più, non una (...)