Dieci consiglieri pronti a lasciare Ma non bastano

Il clima all’interno di Bpm è instabile, ma la possibilità che il cda si sciolga con un anno di anticipo è concreta. Anche se ieri sera erano solo dieci (contro un quorum di 11) le firme dei consiglieri disponibili a rassegnare le dimissioni, il fronte degli influenti sindacati interni pare infatti continuare i contatti diplomatici per ritrovare l’unità in vista del rinnovo. Secondo alcune interpretazioni l’obiettivo è decidere entro il cda dell’11 marzo, mentre secondo altre si sarebbe raggiunta una sorta di «tregua sociale», rimandando il passo al termine del board che il 17 marzo approverà il bilancio 2007. Al momento si sarebbero detti favorevoli a lasciare i 4 consiglieri in quota Fisac-Cgil, i 2 Fiba-Cisl e i 4 della Fabi. Ma i sindacati vorrebbero ricompattarsi in un unico fronte, anche in vista della battaglia che si preannuncia in assemblea con la lista che starebbe predisponendo il presidente Roberto Mazzotta (era stato lo stesso banchiere a chiedere al board di lasciare). L’obiettivo sarebbe inserire il rinnovo del cda nell’assemblea di bilancio del 19 di aprile. Le principali sigle sindacali potrebbero candidare alla presidenza l’attuale vice presidente Mario Artali, con la prospettiva di rispolverare il progetto di alleanza con Unipol. Alcune sigle, come la Uilca, potrebbero però confluire nella lista di Mazzotta.