Dieci domande a Veltroni

(...) perché sono tutte chiacchiere e i Municipi di Roma sono destinati a restare delle scatole vuote?
5. Perché Veltroni ha permesso che venisse adottato a Roma un piano regolatore generale dove non c’è alcuna attenzione per le fasce più deboli, come dimostra l’assenza di aree destinate all'edilizia popolare, solo in parte compensata dall’approvazione riparatoria di alcune delibere dell’ultim’ora? E perché le tante cubature previste per la solita edilizia privata non sono quasi mai accompagnate da seri accordi di programma per la costruzione di infrastrutture degne di una capitale? Come mai si costruiscono ancora palazzi, palazzine e interi quartieri senza strade e senza i servizi urbanistici essenziali? Come mai 31mila famiglie sono senza casa quando a Roma ci sono tanti cantieri aperti?
6. Perché Veltroni non si è battuto per costruire a Roma la città della solidarietà? Che fine ha fatto il tanto annunciato piano regolatore sociale? Perché a Roma non esiste una rete di assistenza domiciliare integrata per curare gli anziani a casa ed evitare che siano ospedalizzati per lunghi periodi dell’anno o rinchiusi nelle Rsa, dove peraltro la quota a carico dei familiari ha raggiunto anche il 50 per cento dopo i tagli della regione Lazio? Perché 10mila bambini sono ancora in lista di attesa per avere un asilo nido?
7. Perché Veltroni non ha mosso un dito contro il divertimentifico senza regole che ha preso d’assalto interi rioni del centro storico, permettendo l’apertura indiscriminata di pub e pseudocircoli culturali la cui unica funzione è quella di distribuire indiscriminatamente bottiglie di alcol ai giovani riuniti la notte? Perché il sindaco non sostiene la tesi del ministro Amato che considera inaccettabile il fatto che in Italia il divertimento si associ spesso ad attività illecite come l’abusivismo commerciale o il fenomeno delle licenze facili? Perché Veltroni dimostra assoluto disinteresse per il crescente fenomeno dello spaccio di cocaina fra i giovani a Roma?
8. Perché Veltroni non ha preso atto del fallimentare bilancio della raccolta della nettezza urbana a Roma certificato dall’Agenzia comunale per la qualità dei servizi? Perché Roma continua ad essere una discarica a cielo aperto? Cosa intende fare il sindaco per fronteggiare l’emergenza rifiuti vista l’inerzia della giunta regionale del suo amico Piero Marrazzo?
9. Perché Veltroni esalta la crescita del Pil della capitale e dimentica le piccole e medie aziende che a Roma stanno chiudendo? E perché non ammette che a Roma il lavoro giovanile è spesso instabile e che è cresciuta la percentuale di quelle persone che il lavoro hanno rinunciato a cercarlo in partenza?
10. Perché Veltroni invece di parlare di un modello Roma che non c’è, non prende atto che la nostra città oggi avrebbe bisogno di un grande rinnovamento civile che passi attraverso un confronto assai più intenso con le forze dell’impresa, del lavoro, della società civile?
*deputato FI e coordinatore regionale e romano