Dieci giorni fa ucciso nordafricano

Il 29 marzo scorso, una domenica mattina, la rissa scoppia all’esterno di un locale in zona Ortomercato, il «Sharm El Sheikh». Più o meno una fotocopia dell’aggressione di ieri (a parte i partecipanti che, allora, furono una decina e si assalirono colpendosi con cocci di bottiglia) ma stavolta ci scappa il morto. Si tratta di un marocchino clandestino di 33 anni, Yamal Ghani e ci sono anche altri due suoi connazionali (di 24 e 32 anni, anch’essi irregolari) che restano feriti. Questi ultimi, amici del morto, dopo la rissa tentano di allontanarsi a bordo di un furgoncino bianco, abbandonato a qualche centinaio di metri di distanza dopo un incidente. In un primo tempo gli investigatori della Mobile li credono appartenenti alla fazione avversa a quella dell'uomo ucciso e pensano di poter risalire così ai colpevoli, ma non è così. I due vengono arrestati però con l’accusa di rissa.
La polizia parla di «omicidio occasionale», una rissa iniziata da Ghani e da un altro nordafricano per motivi probabilmente banalissimi, poi degenerata a causa dei fumi dell’alcool perché i partecipanti erano davvero tutti molto ubriachi.