Dieci mesi a giudice francese ladro per sesso

da Parigi

Tempi duri, anzi durissimi, per la magistratura francese. Mentre si scopre che la toga simbolo della giustizia transalpina - Renauld Van Ruymbeke - aveva incontrato di straforo un personaggio ambiguissimo dell’attuale «Watergate della Senna», una ben diversa vicenda fa amaramente sorridere la gente: l’ex procuratore della Repubblica della città di Bayonne, Pierre Hontang, è stato condannato ieri a Strasburgo per una squallida storia, i cui ingredienti sono il furto e il sesso. Tutto si svolge due anni fa, quando il ministero francese della Giustizia delega il procuratore di Bayonne a rappresentare il suo Paese a un congresso internazionale dedicato all’«Etica professionale dei magistrati», che si tiene nella città tedesca di Celle.
In Germania, il magistrato francese prepara il suo bravo discorsetto. Solo che le sere sono lunghe e talvolta noiose. Di qui l’idea che lo porterà alla perdizione: spassarsela a spese altrui. Vede una borsetta, temporaneamente abbandonata in un’aula del convegno e la prende. Poi la butta via dopo essersi impossessato della carta di credito dell’interessata, rivelatasi una collega. Dopo cena il giudice si reca in una casa di tolleranza, in regola con le leggi tedesche, nella quale le prestatrici d’opera pagano regolarmente le tasse e dove i clienti possono pagare con carta di credito.
Ed ecco l’intraprendente e arrapato magistrato utilizzare non la propria carta, ma quella da lui sottratta. Visto che c’è, la utilizza due volte per pagare sempre lo stesso servizio. Finito il convegno, Hontag torna in Francia, dove viene raggiunto prima dai sospetti, poi dall’avviso di garanzia e adesso dalla condanna per furto della carta di credito. Le prove contro di lui sono schiaccianti e le sue partner di quella calda serata mostrano di avere una memoria di ferro. Al processo, svoltosi a Strasburgo, la pubblica accusa aveva chiesto un anno e mezzo, ma Hontang se l’è cavata con dieci mesi con la condizionale più cinque anni di interdizione dai pubblici uffici. Più il conto del bordello.