Dieci minuti da Fiorello E l’imitatore diventa star

Se non lo si vedesse in volto, lo si scambierebbe per Gianna Nannini. Oppure per Anna Oxa. O ancora per la brunetta dei Ricchi e poveri. Invece è un imitatore, neppure un’imitatrice, un uomo che riesce a emettere una voce femminile perfetta. Ma non è Fiorello che pure è il re degli imitatori. Si chiama Mimmo Foresta e l’altro ieri sera in pochi minuti è diventato una star. Merito di Fiorello che, oltre a conquistare folle oceaniche (lunedì media di 12 milioni 156mila spettatori e share del 42,6 per cento), si dimostra anche un formidabile talent scout. Lo showman ha fatto di Mimmo Foresta la sorpresa della serata. Dopo tanta grazia (con gli scintillanti Coldplay e Laura Chiatti in versione vampiretta arrapante), ha tirato fuori dal cappello il cantante di Nola presentandolo come un fenomeno che aveva visto per la prima volta su Canale 5 nel programma di Barbara D’Urso. «Ma, loro, secondo me - ha scherzato - non se ne sono nemmeno accorti». Se ne sono invece ben resi conto gli spettatori che hanno fatto registrare in quel momento un picco del 46-47 per cento di share. E che in poche ore l’hanno trasformato in un idolo del web: subito è diventato uno dei TT di Twitter, ovvero uno degli argomenti più gettonati sui social network. Pure su Facebook è il tema più dibattuto e migliaia solo le visioni su Youtube e gli altri siti dediti al replay. Insomma da lunedì Foresta ha svoltato. «Fiorello mi ha regalato un sogno - risponde lui frastornato dalla sua casetta a Cicciano in provincia di Napoli, dove è subito tornato - Anzi mi ha dato vita». In effetti per uno che fino all’altro giorno campava di sagre di paese, feste di matrimonio e spettacolini di piazza, il salto è fin troppo pericoloso.
Cresciuto a Nola, trentacinquenne, Mimmo fin da piccolo si è avvicinato al mondo dello spettacolo. «Già a otto anni imitavo personaggi famosi come Marcella bella, Pupo e Anna Oxa, grazie anche alla passione di mia madre che adorava Alighiero Noschese», racconta. Da autodidatta nel canto e nella musica, a 14 anni già si esibiva nei locali. Pian piano si è specializzato nell’imitazione delle artisti femminili fino ad arrivare a copiarne perfettamente le movenze e le voci. I suoi pezzi forti sono Nannini, Bertè, Vanoni, Oxa, Mannoia, Pausini e molte altre cantanti italiane. Il primo a intravederne il valore è stato Paolo Bonolis che lo ha portato a Ciao Darwin. Poi alcune ospitate a Cultura moderna con Teo Mammucari e ai Raccomandati con Pupo nel 2009. Nella primavera del 2011 è arrivato a Pomeriggio 5 mandando semplicemente una mail alla redazione. Qui lo ha notato Fiorello che se lo è portato di corsa al Sistina di Roma nel suo show teatrale. «Mi ha detto - racconta ancora - vieni che ti metto alla prova. Lui pensava che io cantassi in playback. Non ci credeva che fosse la mia voce. Poi mi ha invitato a Raiuno, un sogno».
Ora Mimmo, dopo tanti sacrifici e dolori - ha perso il padre a 4 anni e la madre («l’altra sera ha pianto tutto il tempo») ha dovuto tirarlo su da sola con l’aiuto della nonna - ha davanti a sé una strada spianata. «Non so cosa farò, lascio fare al destino che è stato tanto buono con me da portarmi fino a Raiuno. Mi piacerebbe andare ancora in televisione, fare spettacoli teatrali. E spero di lavorare ancora con Fiorello, lui ha un cuore grande, non mi abbandonerà».