Dieci minuti di passione per conquistare l’editor

nostro inviato a Matera

Matera, Womens’s fiction festival. Tra i Sassi magici si celebra la narrativa femminile, un weekend di incontri e laboratori per imparare a raccontare e (soprattutto) pubblicare storie, di donne e per donne. Amore, tradimento, passione, sesso, mistero. Nel mondo anglosassone si chiama romance, regge il mercato librario e domina le classifiche, in Italia invece è il «rosa», relegato sugli espositori degli Harmony. È l’altra metà dell’editoria. Snobbato dai critici, macina numeri impressionanti. Negli Usa il romance, declinato nei vari sotto-generi (paranormal, storico, suspence, qualsiasi storia con «principe azzurro» e lieto fine), vale il 53 per cento del comparto della letteratura. Da noi il «rosa», che significa Harlequin-Mondadori, cioè Harmony, produce ogni anno 650 titoli e 6 milioni di copie vendute, quasi 400 milioni (!) dal 1981 a oggi, trent’anni esatti. Poi c’è il resto: dal nuovo marchio Leggereditori, alter ego femminile di Fanucci, cresciuto in un anno del 150 per cento di fatturato, al rosa-chic delle sorelle Longanesi&Co: i romanzi di Catherine Dunne non sono womens’s fiction?
Le aspiranti-scrittrici, signore di ogni età e ogni regione d’Italia, ma anche americane, tedesche, australiane, che arrivano a Matera con nella borsa i romanzi stampati in casa, non ambiscono a diventare Catherine Dunne. Si accontenterebbero di ripercorrere i successi delle loro «colleghe» tornate gli anni scorsi da Matera con un contratto Mondadori, come Giuseppina Torregrossa e il suo Conto delle minne, o Longanesi, come Gabriella Genisi con La circonferenza delle arance. O con una delle tante case editrici indipendenti che puntano commercialmente, senza snobismi, sul rosa. Per questo si viene a qui: per capire come si muove il mercato «di genere» ma soprattutto per vendere la propria storia. Si chiama «Pitch your novel» ed è la sessione più originale del festival, una consuetudine negli Usa, una novità per noi: è il momento in cui le aspiranti autrici incontrano gli editor e gli agenti letterari per convincerli che la loro storia vale la pubblicazione. Due sedie, un tavolo, 10 minuti cronometrati a disposizione. In tre giorni quasi 200 donne (e un uomo, avvocato che scrive sotto pseudonimo femminile, con una storia di stalking), dai 18 agli over-60, tutte determinatissime.
Dlen dlen, si inizia. Trentenne, di Palermo, esordiente: l’idea è un horror. Una storia di licantropi e passione dove in una terra fuori dal tempo i licantropi contendono il potere agli uomini: «lui» è un lupo nobile e forte, «lei» una giovane e bellissima che per amore accetterà di trasformarsi in lupa. La sinossi è molto dettagliata e il libro è il primo di una serie... Dlen dlen. Vent’anni, del Sud, ha già pubblicato per un piccolo editore, «ma non a pagamento»: l’idea è un gotic ambientato nell’800 in cui una donna finisce al rogo come strega e si reincarna in una ragazza di oggi - «è una femmina seducente, che sa usare il suo corpo» - decisa a far innamorare di sé, per poi ucciderlo, l’ultimo discendente dell’uomo che l’ha condannata a morte, compiendo così la sua vendetta. Si svolge in America «ma in effetti l’ambientazione non è così importante»... Dlen dlen. Quarantenne, toscana, esordiente. L’idea è una storia d’amore, ma senza happy end, ambienta nella Firenze del 1950. Titolo: Ti amerò umida di pioggia. Lei è un’indossatrice, lui un playboy: passione, tradimenti, una fuga a Venezia, una madame che dà lezioni a «lei» per conquistare «lui». «Ma dei consigli delle donne è meglio non fidarsi...». Dlen Dlen. Over-40, del Nord, ha già pubblicato racconti. L’idea è una storia d’amore che nasce in una Parigi-Dakar, «una corsa mitica e affascinante sulla quale non si è scritto molto...». Lui è un pilota, lei è una giornalista. Si amano, lui muore in un incidente e lascia il suo seme in una clinica svizzera con una lettera per lei: «Se vuoi ora puoi essere madre». «Ogni nascita, in fondo, è un nuovo viaggio... Ho già pronto un capitolo». Dlen dlen.