Dieci Red Devils per una Pulce: il Barcellona vale due United

Se fosse una questione di soldi, non ci sarebbe storia. Il Barcellona straccerebbe il Manchester United nella finalissima di Londra. Perché? Basta prendere gli undici titolari delle due squadre, comparare il valore di mercato e notare che i blaugrana valgono il doppio dei Red Devils. Il calciomercato è strano: per fare un Messi servono dieci giocatori avversari, Rooney escluso.
I numeri parlano chiaro. Ma poi c'è il campo, dove per fortuna la partita dell'anno è tutta da giocare. Il Barça raggiunge una quota totale che supera i 410 milioni di euro. Mentre lo United si ferma a 209. In tutto, sul prato inglese di Wembley correranno gambe da 620 milioni.
L'enorme differenza tra le due finaliste si spiega anche con l'età media. Quasi 25 anni per i catalani, circa 29 per i rivali. Sempre che non giochi, come sembra, nonno Ryan Giggs. La logica non fa una grinza: gli spagnoli sono più giovani e dunque costano di più.
Un esempio? Prendiamo i portieri. Da una parte c'è Victor Valdes, 29 anni, un cartellino stimato sui 15 milioni di euro. Dall'altra Matusalemme Van der Sar, 41 anni a ottobre, ormai prossimo al ritiro. Logico che in sede di mercato non ci sia sfida. Peccato però che l'olandese, secondo il sito dell'Uefa, sia stato il migliore nel suo ruolo in questa edizione della Champions. Insomma, quando c'è da parare sa ancora farsi valere.
Nel teatro di Wembley, l'attore con il cachet più caro è naturalmente Lionel Messi. L'argentino è il numero uno al mondo. Quanto vale? Difficile dirlo. Probabilmente intorno ai 150 milioni di euro, a meno che qualcuno non paghi 180 milioni Cristiano Ronaldo, sballando tutti i parametri. E alzando ulteriormente l'asticella per la Pulce.
Nell'orchestra di Ferguson il violino più pregiato è Wayne Rooney. Nonostante un mondiale disastroso e una stagione tra alti e bassi, l'attaccante inglese è quotato più o meno 55 milioni. Il prezzo che il City era disposto a offrire in autunno allo United per fare di lui il Giuda di Manchester. Alla fine non se ne fece nulla. E Rooney è ora pronto a giocarsi la sua terza finale in 4 anni con i Red Devils.
Il premio affare dell'anno va senza dubbio al Chicharito Hernandez. Il messicano, 23 anni, è sempre più in rampa di lancio. Gli inglesi lo acquistarono nell'aprile 2010, a mercato ancora fermo, per poco più di 8 milioni di euro. Una cifra che, magia dopo magia, si è triplicata.
Ma il Barcellona ha un record invidiabile. Ben otto degli undici titolari della finale saranno prodotti del settore giovanile. Elementi fatti crescere in casa a costo zero e che ora valgono da soli 336 milioni. Plus valenze senza trucchi.
Si pensa anche al mercato futuro. Il Barcellona sogna Giuseppe Rossi e Fabregas. Il Manchester il ritorno proibitivo di Cristiano Ronaldo, Sneijder, Nani e ha già chiuso per il portiere dell'Atletico Madrid De Gea. Chissà, già così le due squadre sembrano perfette. Figuriamoci se si rinforzano.
Intanto a Londra cresce l'attesa per il match. Ieri si è conosciuto il nome dell'arbitro. È l'ungherese Kassai, uno dei pupilli del designatore Collina, che lo ha preferito al nostro Rizzoli. Un fischietto giovane (ha solo 35 anni) e forse un po' inesperto. Non ha infatti mai diretto il Barcellona e ha incrociato il Manchester solo una volta, proprio quest'anno, con il Valencia. Chissà cosa avrebbe pensato Mourinho se fosse arrivato in finale.
Sempre ieri, bella notizia per il gruppo allenato da Guardiola. Il francese Eric Abidal è stato convocato da Laurent Blanc in nazionale. Qualche mese fa non sarebbe stata una sorpresa. In mezzo però c'è stato un odioso tumore al fegato, sconfitto dal terzino blaugrana in meno di due mesi. Un record. Il ritorno nei Bleu è l'ennesima conferma. Abidal è tornato e ora sogna anche un posto nella finale di Londra. O almeno lo chiedono per lui i tifosi sui siti dei quotidiani iberici. Mister Guardiola è prudente: probabile lo porti solo in panchina. Anche se vederlo in campo dall'inizio sarebbe una favola. A lieto fine, naturalmente.