Le dieci regole dello stile senza fronzoli

Puntare al necessario e non dimenticare mai la logica: i consigli dell’esperto

Voglio una vita no frills, senza fronzoli, senza complicazioni, che sia il più semplice possibile, una vita easy, come direbbero oltreoceano, da vivere con leggerezza e con un certo distacco. Un sogno? Soprattutto una nuova filosofia per chi ha come parola d'ordine il verbo semplificare, tutto e sempre, nella professione e nel tempo libero, in famiglia e in vacanza. E che era già un'utopia ai tempi di Giacomo Leopardi: «I mezzi più semplici e veri e sicuri sono gli ultimi che gli uomini trovano», annotava lo scrittore, «così nelle arti e nei mestieri come nelle cose usuali dell'esistenza, e così in tutto».
Oggi non molto è cambiato se milioni di persone in tutto il mondo tentano di professare questo nuovo stile di vita no frills, basato sul miglior sfruttamento possibile delle risorse tecnologiche ed economiche, che faccia risparmiare tanto tempo ed altrettanto denaro, pur mantenendo inalterati lo stile e la qualità. Un elogio della semplicità in una società in forte crisi come la nostra dove negli ultimi anni la tecnologia, invece di rendere l'esistenza più facile, essenziale e lineare, l'ha resa a volte decisamente più intricata e complicata di un tempo, con marchingegni spesso difficili da codificare e da utilizzare. Proprio per questo la voglia e la ricerca di una vita più spartana sta avendo ogni giorno più seguaci. L' hanno compreso le aziende che adeguano i loro prodotti, proponendo come caratteristica principale e valore aggiunto proprio la facilità d'uso ed il risparmio, sul filo del pensiero che era già di Isaac Newton quando affermava «La verità si ritrova sempre nella semplicità, mai nella confusione».
«Dalla tecnologia, soprattutto, la gente si attende soluzioni per vivere meglio e per risparmiare tempo, non per complicarsi l'esistenza e ciò vale sia per il manager sia per il pensionato», è il pensiero di Sergio Tonfi, responsabile della comunicazione di Philips che al vivere semplice e senza fronzoli ha dedicato addirittura un minifestival a Milano e lo scorso anno ha investito in questo progetto il 7% del fatturato. «La semplicità oggigiorno è un valore che non riguarda soltanto il mondo della tecnologia ma che tocca ogni aspetto dell'esistenza umana e rappresenta la risposta più efficace alla complessità che il mondo ci propone ogni giorno: per questo non possiamo più offrire ai clienti prodotti che piacciono tanto agli ingegneri e ai designer ma che diventano inutili perché poi non si sanno utilizzare». E lo stesso ha fatto la Itt, proponendo i telefoni Easy Use, che hanno soltanto la funzione del cellulare e mettono al bando collegamenti wi-fi, giochini, macchine fotografiche e le mille altre diavolerie che i telefoni tuttofare di oggi forniscono, limitandosi ad avere la funzione vibracall per favorire la discrezione, il vivavoce, l'auricolare, sedici suonerie polifoniche e una rubrica con cinquanta memorie, da utilizzare perciò senza nemmeno leggere il libretto d'istruzione: chi è interessato a fare e ricevere chiamate può persino scegliere il modello Easy 5, privo anche del display e dotato di soli 5 tasti, che ha subito conquistato il cuore di chi con un telefono vuole soltanto telefonare.
Invece per rendere meno complicato il tempo libero ecco i nuovi attrezzi ginnici Time di Fassi Sport, dotati del dispositivo TI-RFid (Radio Frequency Identification), un microchip wireless che consente agli utenti di essere identificati dalla macchina e di allenarsi secondo il proprio programma memorizzato, in modo da evitare ogni volta di reimpostare gli esercizi. Ed ora anche la moda si adegua, e inserisce nei capi d'abbigliamento e negli accessori piccole e grandi tecnologie, in modo da ridurre i cavi al minimo e da avere due oggetti in uno, come avviene indossando la cuffia paraorecchi di pelliccia con Ipod incorporato di Ermanno Daelli, o gli occhiali da sole proposti anche da Oakley, Bmw o Skintek con funzione abbinata di Mp3 e bluetooth.
Persino la gastronomia porta in tavola la filosofia no frills: basta aragoste, tartufi e caviale, la buona cucina può essere (o dev'essere, visto i tempi che corrono) anche a base di ingredienti poveri o riciclati ad arte. «Semplicità è saper rinunciare al superfluo per cogliere l'essenza dei piccoli gesti quotidiani», sostiene Davide Oldani, grand patron di uno dei ristoranti più ricercati del momento, D'O, a Cornaredo, appena fuori Milano, dove a mezzogiorno si sperimentano piatti sempre raffinati con materie prime ottime ma non costose, proposti in un menù low cost di 11.50 euro, calice di vino compreso. «Semplicità è anche lasciare che ragione e passione anelino allo stesso risultato: sottrarre, senza pentimento, per ricavare l'essenza di spirito e materia». A quanto pare si può fare anche a tavola e lo dimostrano molti ristoranti tres chic e tres chere che al locale e al menù per pochi intimi affiancano quello light e no frills ma sempre di alta qualità, come La Piola di Alba della storica azienda vinicola Ceretto, un piano dedicato al lusso e l'altro anche ai menù da 10 euro.
Ma come fare per portare in tavola una cucina povera e saporita? Può servire consultare internet e sfogliare gli speciali telematici, come quello sul sito wwww.alice_speciale_no_frills dedicati a «Gastronomia no frills. L'arte di cucinare e arrangiarsi con poco», che dispensa consigli anche su altri temi, tipo «Cavalieri senza cavallo ovvero come conquistare una donna senza esser milionario» (meglio e più economico inviare una lettera che un mazzo di fiori) o di bellezza per farsi, per esempio, un hammam casalingo.
Un elogio dell'essenziale, dunque, quasi una filosofia zen che in molti casi porta indubbi vantaggi economici quando semplicità vuol dire anche low cost, che sia il viaggio aereo senza spuntino gratuito, come ormai fanno molte compagnie, da Easyjet a Ryanair, oppure il noleggio auto a prezzo stracciato come offre la Sixti, le vacanze con risparmio incluso, come propongono Iperclub o Last minute, o le assicurazioni a costo ridotto come Genialloyd, o i guadagni virtuali senza fronzoli come assicura il Conto Arancio. Il tutto per un mercato del prezzo basso che secondo una ricerca di The economist soltanto negli Stati Uniti lo scorso anno ha fatturato 3,7 trilioni di dollari. In fondo valgono ancora oggi le tre regole che secondo Albert Einsten ogni uomo dovrebbe applicare: «Primo: esci dalla confusione, trova la semplicità. Secondo: dalla discordia trova l'armonia. Terzo: nel pieno delle difficoltà risiede l'occasione favorevole». Poi però il grande scienziato aggiungeva: «Fate ogni cosa nel modo più semplice possibile. Ma non nel più semplice assoluto». Come a dire: un po' di complicazioni, in fondo, aguzzano la fantasia e l' ingegno.