Diecimila cani abbandonati la crisi accentua il dramma

Un attimo prima hanno coccole, cibo e l'affetto di una famiglia. Un attimo dopo si ritrovano sul ciglio dell'autostrada o nella piazzola di sosta di una stazione di sosta, spaventati e soli. Con l'avvicinarsi dell'esodo estivo per le mete di villeggiatura, torna anche il dramma dell'abbandono di cani e gatti da parte delle famiglie, per le quali troppo spesso l'animale diventa un peso del quale liberarsi.
Un'azione che in Italia costituisce reato penale, per il quale è previsto l'arresto e una multa che va da mille a diecimila euro. Nonostante questo, il fenomeno ha raggiunto dimensioni preoccupanti, con centomila animali abbandonati ogni estate in Italia, dei quali un decimo in Lombardia e circa 1500 a Milano. Non basta: sono 40mila incidenti stradali sul territorio nazionale con più di 300 morti nell'arco degli ultimi dieci anni provocati proprio dallo sbucare improvviso sulla strada di un cane o un gatto.
E la crisi non fa che acuire il fenomeno, visto che in media per mantenere un cane si spendono 400 euro l'anno: «Non sono più solo i cuccioli a essere abbandonati, ma anche animali adulti e rari, come iguane e serpenti - spiega Fabio Girardi di Pets and the City -, segno che dietro questa scelta c'è anche una motivazione economica».
Per sensibilizzare l'opinione pubblica su questo tema, le associazioni Freccia 45, Oipa, Gaia Animali e Lega nazionale per la difesa del Cane hanno dato vita a una campagna con un cortometraggio di 6 minuti e uno spot di 40 secondi che andrà in onda, a partire dal 2 agosto, in 200 sale cinematografiche italiane e nelle aree di sosta delle tangenziali milanesi e dell'autostrada Milano-Genova.
Il filmato, realizzato dalla società di produzione milanese Crackartoons Studios con Ubik Visual Effects con il patrocinio del ministero della Salute e del Comune di Milano, ha per protagonista un cane, Archimede, che dopo la fine della relazione fra i suoi padroni viene abbandonato.
«Contro questo fenomeno bisogna innanzi tutto costruire un percorso di civilità nel nostro Paese - ha commentato il sottosegretario alla Salute Francesca Martini -. Con i Nas stiamo portando avanti migliaia di ispezioni anche sul fronte del maltrattamento, mentre spetta ai sindaci tenere sotto controllo il fenomeno del randagismo».
Intanto, nelle sola Provincia di Milano i 37 canili pubblici e i sette privati continuano a registrare nuovi ingressi, al ritmo di mille all'anno: di questi, sono il 25 per cento troverà un'adozione. Gli altri in gabbia ci passeranno il resto della loro vita quando in gattabuia dovrebbero finire i loro crudeli ex padroni.