Diecimila al Duomo in delirio per il bomber romano

(...) A mezz’ora dal calcio d’inizio la piazza era già gremita: per lo più ragazzi, i più energici dei quali in prima fila sotto il maxi-schermo. Più indietro famiglie con bimbi al seguito, e più indietro ancora turisti, non molto interessati al match ma emozionati per l’entusiasmo testimoniato dagli italiani. Col calcio di inizio si abbassano le bandiere, iniziano novanta minuti di tensione pura. Incitati dai megafoni dei «capi ultrà», i tifosi del Duomo non fanno mai mancare il loro supporto alla nazionale, benché la sfida contro i «canguri» - così sono stati chiamati da tutti i giocatori australiani - si presenti fin da subito molto ardua. Le parate del portiere australiano Schwarzer sulle conclusioni di Gilardino e Toni strappano un unico enorme «Nooo!», urlato da diecimila gole. Il secondo tempo non regala molte emozioni, e le poche che giungono dal campo di Kaiserslautern sono negative: l’espulsione di Materazzi abbatte lo spirito dei tifosi, che devono trattenere il loro entusiasmo fino al 92°, quando l’arbitro Medina Cantalejo assegna agli azzuri un rigore. Sul dischetto, Totti. «Totti facce er cucchiaio!» esplode un tifoso milanese in un improbabile vernacolo romano. Niente cucchiaio, ma un tiro secco e potente che spedisce l’Italia ai quarti. Il pupone, l’idolo della capitale, ha fatto esplodere la festa meneghina, che dal Duomo si è diffusa rapidamente in tutta la città: impiegati con la cravatta allentata, ragazzini scatenati a bordo dei motorini col tricolore come mantello, turisti contagiati dall'euforia, tutti hanno partecipato alla festa azzurra. I caroselli si sono protratti per qualche ora, sotto il controllo dei poliziotti, che non sono dovuti intervenire. Più impegno è stato richiesto agli addetti alle pulizie cittadine: alla fine di tutto, la piazza era sommersa da bottiglie e lattine. «È molto positivo che così tanti cittadini abbiano deciso di partecipare all’evento» ha commentato l’assessore allo sport e tempo libero Giovanni Terzi.