Diedero fuoco ad un immigrato indiano, il pm chiede 18 anni per il branco

L'aggressione avvenne nel febbraio del 2009 nella stazione di Nettuno, dove il malcapitato stava dormendo su una panchina. I due giovani imputati sono accusati di tentato omicidio. Un terzo componente del gruppo è stato già giudicato dal Tribunale dei minori

Nel febbraio del 2009 hanno aggredito e dato alle fiamme un immigrato indiano che dormiva su una panchina della stazione di Nettuno. Ora il pm di Velletri Giuseppe Strangio, che si è occupato dell'inchiesta, ha chiesto diciotto anni di carcere per tentato omicidio per i responsabili di quel folle gesto, Francesco Bruno, 30 anni, e Gianluca Cerreto, 20 anni, entrambi di Nettuno. Il terzo componente del gruppo di balordi, Samuele F., è stato già giudicato dal Tribunale dei minori di Roma.
Navtej Singh si è salvato solo per miracolo. È stato ricoverato dieci mesi nel reparto grandi ustionati dell'ospedale Sant'Eugenio, dove è stato sottoposto ad una serie di trapianti di pelle. Un calvario senza fine. L'indiano, infatti, a distanza di un anno non si è ancora ristabilito. Attualmente si trova in un centro di riabilitazione di Telese Terme, ma presto lo attende un altro intervento chirurgico. Aveva da poco perso il lavoro, per questo quella notte aveva scelto una panchina della stazione come giaciglio. Una vittima casuale, per la banda di giovani delinquenti. Quella sera i tre avevano bevuto e fatto uso di stupefacenti. Quando videro l'immigrato decisero, senza un vero motivo, di passare una serata diversa. Prima lo presero a calci e pugni, poi lo colpirono con una bottiglia e gli cosparsero il viso e il collo con la vernice grigia. Poi gli diedero fuoco. Individuati in poche ore dai carabinieri, si resero conto della gravità dell'accaduto soltanto durante gli interrogatori. La sentenza è attesa per la prossima settimana.