Diego Llorca Llopis e Pascual Torres Lloret

Oggi tocca ad altri due morti ammazzati dagli anarco-comunisti spagnoli nel 1936. Poiché anche questi fanno parte di un blocco di più di duecento beatificati del 2001, i repertori si limitano a riportarne i dati biografi essenziali, senza nulla farci sapere delle loro vite. Ecco, dunque. Diego Llorca Llopis era un sacerdote, nato a Oliva nel 1896 e coadiutore a Benissa. Venne trucidato a quarantadue anni insieme ad altri cattolici in località Gata de Gorgos, in provincia di Alicante. Pascual Torres Lloret era invece un laico, padre di quattro figli. Era nato a Carcaixent nel 1885 e di mestiere faceva il costruttore. Venne ucciso nella stessa località perché doppiamente imputato: era un cattolico molto devoto ma anche un «padrone». E la Rivoluzione intendeva assicurare il futuro solo a proletari atei. Davvero sembra che il Dio cristiano non dia alcuna importanza alla vita terrena e chieda che non gliene diamo neanche noi. Altrimenti difenderebbe i suoi e li terrebbe al riparo da ogni sofferenza e/o accidente. Invece par volere che viviamo la vita così come viene, seguendo il più possibile il Vangelo e continuamente lodando il Creatore, anche se su di noi si scatena l’inferno. Chi riesce a far questo guadagna il Paradiso. Gli altri, non si sa. Questo, in sintesi, è il motivo per cui fare i cristiani sul serio è difficile, difficilissimo. Cristo non scherzava quando diceva: «Sforzatevi di passare per la porta stretta». Da questo punto di vista, quasi sono da invidiare quelli che si levano il pensiero con un colpo di pistola in odium fidei.